Shanmei

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Il capitano Luigi Piovano, Da Chieri alla corte dell’Imperatrice Cixi

Segnalo questo articolo uscito su Redazione Savej.

shanmei

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A Waiting Game – the wait is over

Karavansara

And so it’s out, my friend Shanmei’s A Waiting Game, which I translated in the past weeks.
If you like mysteries and the east and the early 20th century, this might be your cup of tea.
The story is very loosely based on a real character, but the story is entirely fictional – a small mystery, with a touch of espionage.
Hopefully, more is to come, with Shanmei already working on a new story, and plotting a full-blown novel.

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In the meantime, A Waiting Game goes for one buck and a half, and it reads like a breeze.
Check it out.

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A little hype: Shanmei’s “The Waiting Game”

Karavansara

I just delivered the translation of my friend Shanmei’s short story The Waiting Game, and I guess the ebook will be available as soon as the cover is ready.

Meanwhile, why not start with a little publicity?
Here is the blurb…

Peking, 1902

In the cosmopolitan China of the early 20th century, following the violence and horror of the Boxer Rebellion, lieutenant Luigi Bianchi, serving in Huang Tsun, is involved in the investigation of the death of a wealthy French merchant, poisoned while dining at the Golden Phoenix restaurant.
A Chinese waiter has been arrested for the murder, but is he really the killer?
And why the Japanese embassy seems to hide some details?

A short colonial mystery, with a dash of spy story, the first in a series set between 1900 and 1905, featuring an Italian soldier with a knack for investigations.

Would you buy it?
(I would…

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Historical mystery set in the Boxers’ China

Karavansara

41J+Xo0NhLL._SY346_Here’s something you might be interested in.
I’m working on the translation of a very short mystery story by my friend Shanmei – that writes Oriental fantasies and mystery stories set in China.
The story, that in Italian is called Un Gioco di Pazienza1 is set in the aftermath of the Boxers’ Rebellion, and centres around an Italian army officer serving in China.
The story is the first one in an ongoing series.

The fun bit is, Shanmei2 based the main character in her story about her grand-grandfather, who actually served in China after the Boxers’ Rebellion – and she was able to tap into the old man’s correspondence and papers for the documentation.
So this is a proper historical mystery, with all the whistles and bells.

This is going to be a sweet and fast job, and quite fun – after all, I set my Cynical Little…

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Dai, mi aiutate?

Innanzitutto sono in terribile ritardo, lo so mi ero data una specie di tabella di marcia (un racconto al mese) e avevo già annunciato il prossimo racconto Le diecimila lame della vendetta. E‘ pronto, l’ho finito, ci ho un po’ combattuto ma presto sarà disponibile su Amazon. Ora sono al lavoro sul prossimo e mi sewrverebbe un vostro piccolo aiuto: mi aiutereste a scegliere il titolo? Nel sondaggio le varie opzioni. che vinca il migliore.

Fine d’anno, tempo di bilanci

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E così il 2016 sta per finire. Annus catastroficus per divi e cantanti. Mancano ancora una manciata di ore, ma sì insomma io che scrivo e voi che leggete l’abbiamo passato più o meno indenni. E’ l’anno della Siria, di Aleppo, del fallito colpo di stato in Turchia, dell’ elezione di Trump, dei tanti attacchi terroristici in Europa. Insomma un anno complesso e difficile. Amici (veri) ci hanno lasciato, altri se ne sono aggiunti. Comunque non ostante tutto, pensando al mio piccolo orticello, per me è stato un anno abbastanza positivo. Il mio blog letterario va bene, ho pile di libri da recensire, progetti per il futuro, storie da scrivere, libri da leggere, questo è stato il mio primo anno da autopubblicata. Non un esordio col botto, il mio nome credo lo conoscano ancora in pochi, ma qualche piccola soddisfazione l’ho avuta. Innanzitutto il coraggio di iniziare, cosa non del tutto scontata. Mi hanno avvertito, se ti autopubblichi perdi credibilità come recensore, gli editori non vorranno più collaborare con te, ti emargineranno. Per te sarà la fine. Diciamo che in realtà non avevo tutto quel granché da perdere. Recensire è un hobby, non una fonte di guadagni, sì ricevo dei libri, ma se non fosse così un po’ li comprerei, un po’ mi servirei dell’efficiente biblioteca vicino a casa mia. Poi ho migliaia di libri in casa, raccolti da generazioni, sono autonoma insomma. Poi non sono un vero critico letterario, non ho studiato per quello, sono un’ autodidatta, forse anche un po’ incosciente. Non lavoro per giornali, o riviste, nessuno me l’ha mai proposto. La mia credibilità credo di averla conquistata sul campo, non penso proprio che la brucierò solo perché pubblico su Amazon qualche storia. Non compro pacchetti di recensioni a 5 stelle, non minaccio di ritorsioni inenarrabili chi non ama come scrivo e lo annuncia pubblicamente, non faccio scambio di favori, non mi ingrazio i ricchi e i potenti per avere vantaggi, pronta a pugnalarli alla schiena appena sono in crisi. Insomma cerco di comportarmi bene, perchè alla fine della fiera sarò sola con la mia coscienza e nessuno potrà aiutarmi. Scrivere mi diverte, lo amo proprio fare, e ora sembra abbia trovato anche il coraggio di mettermi in gioco, e vedere se ciò che scrivo piace davvero. In questo anno ho guadagnato una ventina di Euro, insomma più un simbolo che altro, non ci pago la bolletta della luce, del gas, del telefono, non ci faccio la spesa. Al massimo mi comprerò un libro. Comq l’inzio è difficile per tutti, speriamo che il prossimo anno sia migliore, mi porti nuovi lettori, nuove recensioni, nuove idee da mettere su carta. Cercherò di non perdere l’entusiasmo, ecco il mio impegno con voi. E quindi, con un po’ di anticipo: Buon Anno a tutti!

Habemus copertinam!

fermaglioSiete un po’ curiosi? Ho finalmente la copertina per il racconto wuxia, con tutti i distinguo del caso. Mi hanno detto che come genere somiglia più ai Strange Stories from a Chinese Studio, di Pu Songling, cosa che di per sé alle mie orecchie suona come un grandissimo complimento. Certo chi l’ha detto è stato forse eccessivamente generoso, ma sicuramente non paragonava il mio racconto a quell’opera in ordine di bellezza, ma perchè faccio un uso spropositato del soprannaturale. Il mio racconto si intitola Il Fermaglio di Giada, capirete leggendolo l’importanza di questo oggetto e cosa nasconde. Devo ancora farci alcuni ritocchi, poi lo pubblico e sarà il vostro turno. Mi direte se vi piace o no. Se vale la pena che mi impegni per opere future o se sono proprio negata, ed è meglio che torni al noir. Basta ciance, ecco la copertina[1]!

[1] La copertina non è mia, il debito di riconoscenza che ho con chi l’ ha creata non si esaurisce a parole.

La storia continua

20161123_173500Dunque brutte notizie, i tempi si dilatano ulteriormente. Lo vedete sto misterioso aggeggio in foto, bene mi è arrivato oggi e mi ha permesso di controllare tutti i miei dischetti. Beh, niente da fare la versione completa del mio romanzo non ci sta. Scritto, l’ho scritto, ma parte dei capitoli finali sono andati perduti. Sono insomma da riscrivere con tutte le difficoltà riportate nel post precendente. Nun me ricordo chi è l’assassino. Mi tocca iniziare tutto da capo. Riscrivere la parte finale, inventarmi una storia interrotta nel 2002. Cosa che odio. Anzi aborro. Quando passano anni e l’onda creativa si congela è un serio casino riprendere le fila di una storia, senza creare un gap pauroso. Ho cambiato stile di scrittura, non sono più quella di allora, ma tocca rimboccarsi le maniche. Darsi da fare. Bene, non c’è altro. Ma una spiegazione dle ritardo la meritavate. Qui dall’Antartico è tutto, a voi la linea.

La cover vincitrice

Ecco la cover vincitrice:

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Con 17 voti su 32

ContestIl vincitore è: Michele Di Marco

Grazie a tutti!

Cover contest – Le paludi di Baton Rouge

Vi avevo anticipato che la cover del mio primo romanzo che autopubblicherò su Amazon l’avrebbe fatta il grande Luca Morandi. Beh è vero, non bluffavo. Il punto è che quando si ideano cover professionali si fanno delle prove e si fa scegliere quella definitiva all’autore o chi per lui prende queste decisioni. In pratica ne ha ideate tre, una più bella dell’altra e io ho pensato perchè non fare scegliere la cover ai miei lettori? E così questo contest. Sono tutte belle, non vi dico quale è la mia preferita, voglio sapere quale è la vostra. Dunque votate!

Nota: Tra chi commenta questo post (dopo aver votato) verrà estratta una copia omaggio del romanzo.

[commenti chiusi]

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I racconti di Shanmei #Vol4

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Clicca sulla copertina per l’acqusito su Amazon

Eccoci online! Questa volta Amazon è stato velocissimo. Watakushi è un racconto ambientato in Giappone, a Kyoto, e sebbene io in Giappone non si sia mai stata, gente che ci ha vissuto mi ha detto che si respira l’atmosfera autentica di Kyoto. Il secondo racconto La pupa del boss, è ambientato ad Acapulco, e nasconde un piccolo colpo di scena. Niente neve tra le palme è forse il racconto più noir con protagonista un killer a pagamento. Atmosfera crepuscolare, insomma particolare. Insalutato ospite nasconde tanti inside joke che capiranno solo alcuni amici.  E infine Contaminazioni è un racconto di fantascienza già uscito in antologia. L’ho un po’ riveduto, poca roba davvero. Un cyborg filosofo mi sembrava un’ idea carina. Il mio sporco lavoro l’ho fatto, ora tocca a voi. Leggete e commentate mi raccomando, i vostri commenti finiranno tutti nella mia rassegna stampa. Buon divertimento!

Le paludi di Baton Rouge

paludiPiù che le scarse vendite, è la questione  pirateria a farti dubitare se continuare o meno.  Perchè mettere in rete tuoi lavori, che a te sono costati fatica, per vederteli portati via, così, in questo modo? L’unica soluzione è costituirti una base di lettori onesti, che ti seguono e ti supportano. Gli altri… vanno informati, gli si deve illustare i rischi e le coneseguenze dell’uso di questi siti truffi, il rischio a cui si espongono. Io continuo per la mia strada, dopo tutto chi è causa del suo male… con quanto segue. Continuerò a pubblicare i miei scritti, innanzitutto perché mi diverto, poi perché è il mio lavoro, forse l’unica cosa che bene o male so fare. Oltre che racconti ho scritto anche storie più lunghe, questa, Le paludi di Baton Rouge, la si può definire un romanzo breve, inseribile nel genere Southern Gothic, per quanto vintage. E’ ambientato negli anni ’60. E’ una detective story, una storia insomma di indagini, poliziotti, con protagonsita una poliziotta nera, voce narrante del romanzo. Rileggendola dopo anni fa un certo effetto. L’ebook sarà fornito di una copertina professionale, che non ho ancora visto, ma sarete i primi a vederla quando Luca Morandi l’avrà ideata. Insomma non so i tempi, ma presto dovrebbe uscire. Buona lettura.

Quindi non frignare tanto, sei famoso

mira73Sembra che un destino comune attenda al varco i titoli che si affacciano anche timidamente, forse per poche ore, nella classifica Amazon dei libri più venduti: vengono piratati. Inesorabilmente piratati, se sono ebook, anche se vengono venduti a pochi centesimi di Euro.
Dicono sia un segno del successo. Quindi non frignare tanto, sei famoso. Va beh famoso, qualcuno reputa la tua opera degna di comparire su siti truffa, chiamatela fortuna! Dunque ai Racconti di Shanmei è successo, sono stati piratati e compaiono su sti siti. Ho scritto I racconti di Shanmei nella mia bella schermata di Google e tac mi sono apparsi in bell’ ordine. Che sia chiaro io non l’ho autorizzato. L’unico a cui ho dato mandato di vendere i miei ebook è Amazon.
Cosa fare se sei un autore a cui hanno piratato titoli? L’unica strada è scrivere a questi signori e diffidarli, chiedergli insomma che tolgano il tuo titolo dai loro siti. Loro lo fanno, un mese dopo qualche solerte agente del male se ne procura uno e lo ricarica al suo posto, su sti siti. Una battaglia persa, una guerra inutile, svuotere il mare con un secchiello.
Ma forse non tutti sanno come funzionano questi siti. Se il misero e onesto autore si accontenta di 99 cent o 1, 50 E, come nel mio caso, loro (i siti truffa) ti chiedono l’iscrizione, l’indirizzo e la carta di credito. Direte voi, chi ci casca? Qualcuno c’è se no non continuerebbero come compatte falangi del Male.
Ma torniamo all’uso che ne farebbero del vostro indirizzo e della vostra carta di credito. Un brutto uso, statene certi. Si chiama physhing, roba da denunciare alla polizia postale, per dire.
Di solito chi compie queste azioni, caricando ebook su un sito pirata, lo fa allo scopo di ottenere dei punti nella propria comunità – non conta che libro venga piratato, l’importante è che i libri vengano caricati – più libri carichi, più ne puoi scaricare.
Di questo sito non sono andata fino in fondo, non ho fornito indirizzo, carta etc…, per cui non so se il mio libro è disponibile da loro fisicamente, o è solo una bufala, anzi una truffa che usa la copertina del mio ebook per estorecere dati sensibili. Ciò non toglie, che usano me e il mio lavoro per fare qualcosa di illecito e non mi sta bene. Non è giusto.
I miei racconti sono stati per anni disponibili gratuitamente per i miei lettori. Appartengo, nel fondo del mio cuoricino di avida capitalista, a chi crede che la conoscenza debba essere libera e gratuita, specie su Internet. Ma in forma pulita, non come specchietto delle allodole per nascondere una truffa.
Se potessi permettermelo sarei la prima a lasciarli gratuiti. Ma così non è, devo lavorare e sta di fatto che scrivere stia diventando il mio lavoro. Gente così mi danneggia. Non sta prendendo briciole che cadono dalla lauta tavola dei miei incassi principeschi, agendo così si sta portando via tutti i miei incassi.
Chi scarica gratuitamente, su siti pirata i tuoi ebook, tanto non li comprerebbe mai. Va bene, lo accetto. Ma perché darmi i miei 99 cent se è possibile scaricarli gratis, su siti truffa pubblici, o su forum privati? Perché esistono uomini e omuncoli, gente onesta e gente che onesta non lo è. Ma poi alla fine ognuno è solo con la propria coscienza. E questa è l’unica verità che conta.

I racconti di Shanmei #Vol4

13563538_10208010981207383_344260088_nSto lavorando al 4° volume. La raccolta uscirà ad agosto, forse prima se tutto va come deve. I racconti scelti sono:

Volume IV

Watakuschi
La pupa del boss
Niente neve tra le palme
Insalutato ospite
Contaminazioni

Scelta anche la copertina, (foto qui a fianco) con scritta questa volta rossa. Che ne dite?

Ma, le vendite non stanno andando proprio benissimo, anzi i lettori sono proprio pochi, ma infondo è una mia scelta, li lascio camminare con le loro gambe, senza fargli troppa promozione, almeno per ora. Infondo è una sorta di esperimento. Si gioca, e nessuno perde niente. Comunque se vi capita di leggerli, mi raccomando recensiteli, questo sì mi renderebbe felice.  Hasta más tarde!

 

I racconti di Shanmei #Vol3

13530779_10207999180912383_523509394_nDunque ci siamo, siamo online. Ho cambiato racconti, ho scelto: La ragnatela, Aspirapolvere Hoover, Singapore, Progressivo, Blank!!! Asimov docet, Vecchi tempi, Golden days. Spero vi piacciano. Sono moderatamente soddisfatta. Non riesco a fare il maledetto sommario, ma ci riuscirò vedrete.
In appendice ho messo il piano dell’opera, fa molto autore davvero. Che dire, la copertina mi piace molto, ed essendoci un racconto dedicato a Asimov, è proprio adatta. Vediamo, e intanto mi metto a lavorare per tempo al 4 volume. Che spero di far uscire per agosto. Nei miei incubi c’è sempre un omino che salta fuori e dice: i tuoi racconti fanno proprio schifo. Ma tant’è, per ora non è ancora successo, e io continuo. Alla prossima e mi raccomando lasciate commenti, piccole recensioni, fatemi capire in che direzione sto andando.

Ancora un po’ di pazienza

13530779_10207999180912383_523509394_nAvevate perso ogni speranza, dite la verità? E invece ecco in anteprima la nuova copertina del terzo volume. Carina vero? Non l’ho fatta io quindi lo posso dire. Ora quello che manca è l’ebook. Pasticcerò un po’ per caricarlo, ma appena pronto via nella pazza folla. Ringrazio i miei primi lettori per la pazienza, e per il fatto che passino su al fatto che la forma non sia perfetta. Mi segnalano dei refusi, che saranno corretti. Anche i sommari non so ancora farli alla perfezione. Ma sto studiando. Migliorerò promesso. Lavorerò sodo, non rasenterò la perfezione (almeno formale), ma ci proverò. I primi guadagni mi serviranno per le cover, per le correzioni bozze, per l’editing, per dare una veste professionale alle mie creazioni artistiche. Fare tutto da soli non è possibile, e se lo si fa lo si fa male. Ma sbagliando si impara, quindi coraggio. Spero almeno che vi divertirete, io mi sto divertendo.

Work in progress #3 Vol

lavoriDopo mille tentennamenti, (sì, no, questo va meglio, diamo a ogni volume un tema, no mettiamoli in ordine cronologico, e così via dicendo), ho scelto finalmente i racconti del secondo volume: Vecchi tempi, Aspirapolvere Hoover, Golden days, Ava Diva e Watakushi. Tutti belli, per lo me a me piacciono, forse sono i miei preferiti, insomma non un riempitivo per allungare il brodo. Quelli che giudico non sufficientemente belli li metterò da parte, o ci lavorerò in seguitò o li farò sparire tra i file dimenticati. Questi sono brevi, come è nel mio stile, ma hanno una trama, se vogliamo una morale, un senso. Solo  Aspirapolvere Hoover era nato per essere un romanzo, ma poi non sono mai più riuscita a ricreare quello stile, per cui ho lasciato l’ inizio, e tagliato un racconto.  Ora sono grezzi, devo ancora limarli un po’, mettergli il vestito della festa per presentarli in società. Cercherò anche un editor che magari vede errori logici o sfarfallamenti di stile che non riesco a vedere. Buona lettura a tutti.

Oggi sono molto felice!

shanmei2Oggi sono molto felice! Ho trovato in rete un post che dice cose molto lusinghiere sul II volume dei miei racconti. Davvero una sopresa inaspettata di una lettrice (che è anche scrittrice) che ha trovato del tempo per parlare dei miei racconti in modo approfondito, con un lungo articolo. Non mi sto sbrodolando, ma non me l’aspettavo per cui sono ancora più felice. Al tempo sì su Splinder avevo molti (va facciamo alcuni) lettori, e ricevevo anche pareri lusinghieri, ma ora avendo fatto un piccolo ma deciso passo avanti, avendo provveduto a far fare un leggero editing (ho disatteso molti consigli di quel santuomo del mio editor, devo confessarlo, anche Gordon Lish avrebbe avuto vita dura con me), avendoli messi a pagamento su Amazon (certo a prezzi accessibili a tutti, ma son sempre soldi) beh pensavo che sarebbe stato se non difficile diverso. Lo confesso non ho ancora moltissimi lettori, ma spero che un giorno cresceranno, e anche i pareri critici sono i benvenuti. Se ho intrapreso questa strada devo ringraziare due insospettabili, loro davvero veri scrittori, (non come me che infondo resto e sono un umile blogger), Sergio Altieri e Gianpaolo Zarini, quest’ultimo davvero prezioso, quando Splinder chiuse lui salvò tutti i racconti lì pubblicati e me li spedì, permettendomi di conservarli. Non è necessario dire che senza di lui sarebbero andati tutti perduti. E oggi Kara Lafayette mi ha fatto davvero pensare che non è stato tutto inutile. Per nuovi aneddoti, alla prossima.

:: Partenopei si nasce, e io, fortunosamente, lo nacqui

Toto_1Mi chiamo Salvatore Gargiulo, e modestamente nel rione Sanità a Napoli sono un istituzione. Siisssignore! Svolgo un’ attività utilissima e nel mio migliore italiano posso affermare che senza di me la società perderebbe un pilastro.
Diciamolo subito sono un falsario. O ’vero! Falsifico tutto, ma proprio tutto, firme, carte di credito, libri contabili, sempre lavori d’artista. Un “bijouy”.
Beh dato che sono simpatico e sono simpatico, fidatevi, ho molti amici, sia trai seri professionisti come me che tra gente comune, scippatori, borseggiatori, mendicanti e pure qualche onesto disoccupato. Si, Salvatore Gargiulo è una gran brava persona!
Ma veniamo al dunque. Dato che parlo, e mi piace chiacchierare con la gente, capitò che narrai fatti divertenti legati alla mia professionalità e un serio scrittore, di quelli veri che vengono intervistati nei “talke et schou”   alla Ti e Vi , beh prese spunto da essi e tirò fuori un libro. Beh così feci io e non l’avessi mai fatto. Oh anima! Mi trovai immantinentemente davanti a oh giudice con l’accusa di plagio. Io , un falsario, accusato di plagio ma cose da pazzi!
Non faccio il nome del signor scrittore, per scorrettezza, e onestamente avendo letto le due parti in causa devo dire che a parte il fatto che la sua parte era scritta bene e la mia no, non ci vedevo niente di simile. Tenni per me prudentemente la valutazione e tiriamo innanzi.
Lo giudice che ci toccò in sorte a dire il vero era un u ’ poco stordito ma vuoi la soggezione con un personaggio illustre , vuoi me che sono un’ antica conoscenza, l’aria era decisamente pesante.
Signor giudice ho dieci figli, di cui chi sia il padre non lo so ma vogliamo farne una colpa a quelle povere creature, a presente “O tuono e marzo” non mi rovini. Chillo la è uno scrittore famoso, tiene soldi a palate, io sono un povero lavoratore onesto e integerrimo. E poi ho pubblicato per sbaglio, sono un incompetente, e un u ’ poco ignorante, pure. Ho proseguito a lungo ma niente alla fine ho dovuto pagare una multa e vedere il mio rivale tutto tronfio e sorridente che se ne andava coi soldi miei. E’ veramente il colmo. O ’vero! Adesso manca solo che la buon anima di Totò mi faccia causa per il titolo. Ma io ho messo, f-o-r-t-u-n-o-s-a-m-e-n-t-e, questa volta. E lo frego.

Habemus recensionem! #2

urlo-homerI lettori sono importanti, e beh quando commentano e esprimono cosa ne pensano di un tuo scritto, la soddisfazione è grande. Non credete a chi vi dice che scrive solo per sé stesso. In parte può anche essere vero, ma si scrive anche principalmente perchè qualcuno ti legga, oltre che per le royalty, che naturalmente sono le benvenute. Per cui ho inaugurato questa rubrica. Oggi abbiamo la prima recensione dei lettori su Amazon per Il castello di sabbia e la prima anche per il volume II dei miei racconti. Sono positive ma le segnalerei anche se negative, quindi se siete miei lettori esprimetevi in tutta tranquillità. Lo apprezzo davvero molto.

In questo secondo volume di racconti flash Shanmei sposa atmosfere meno bizzarre rispetto al primo volume, descrivendo situazioni a volte fantastiche, a volte più realistiche, ma sempre in bilico sull’orlo dei sogni.

qui I Racconti di Shanmei #Vol2

Una storia nera, la caduta di un uomo (poliziotto, marito, padre) e la progressiva perdita di valori (violenza domestica, gioco, abuso d’alcool) in una spirale a scendere: una strada che porta irrimediabilmente all’annientamento.

qui Il castello di sabbia

E adesso vai con il terzo

hoSto lavorando al terzo capitolo della mia raccolta racconti e lo faccio più che altro per me. Mi piace vedere raccolti in capitoli tutti i miei racconti scritti negli anni, con le loro belle copertine, con un minimo di editing per correggere le imperfezioni più madornali. Lo so forse la formula racconto, (per lo più il mio genere specifico) non ha un grandissimo mercato, e io non sono un genio del marketing, per lo meno non quando si tratta di promuovere me stessa. Ho una certa naturale ritrosia che mi frena non poco. Comunque è divertente e ogni lettore è importante. The reader is  King. (Vedesi vigna). Aspetto sempre commenti dai lettori, anche un onesto,  i tuoi racconti mi hanno proprio annoiato, sono ben accetti. Meglio comunque che il nulla, lo spofondare nel silenzio, negli abissi siderali dello spazio siderale. La scusa che ho poco tempo. Mi concentro in altre cose, e la mia dimensione di “scrittrice” evapora e scompare. Sì è un male. Sì non dovrei farlo. Scrivere dopo tutto è ciò che amo più fare. Baci e abbracci.

I racconti di Shanmei volume due, finalmente

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Clicca sulla cover per l’acquisto

Eccomi, ci sono due novità: il secondo volume dei miei racconti e  presto il primo libro verrà tradotto in francese, almeno credo. Io ho firmato il contratto, aspetto che lo controfirmi la traduttrice. Mi sembra brava, quindi aspettiamo sviluppi. Ora mi metto all’opera e lavorerò al terzo volume, spero che esca ad un intervallo un po’ più umano del precedente. Altre novità non ce ne sono. Ah, forse una ce ne è, mi è venuta voglia di riniziare a scrivere, vediamo cosa esce fuori. Qundi che dire ancora, buona lettura. Vi segnalerò tutte  le recensioni e gli articoli che parleranno del libro. Speriamo che sia divertente anche per voi.

 

Sono pigra, che ci volete fare

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Sono pigra, che ci volete fare. Forse non pigra in assoluto, ma in questo caso lo sono stata. Il secondo volume di racconti è pronto. E’ stato editato. Deve solo essere rivisto, e rimando, rimando. Siamo a febbraio e ancora devo pubblicarlo. Qualche lettore, credo due o tre, lo aspettavano, e ora forse se lo sono dimenticato. Non si fa così, non è professionale, bisogna organizzarsi, darsi delle scadenze. Non che fino ad oggi non abbia fatto niente, ma ho tralasciato una parte importante, e non si fa. Che dire mi cospargo il capo di cenere e cerco di rimediare. Il secondo volume comprende 8 racconti: Il negozio dell’antiquario, Asimov e la famiglia Brambilla, Manichini, Conseguenze, Un colpo di fortuna!, L’avvitatore di penne, Non c’è posto al mondo, Vedo e prevedo. Piaceranno, ci sono margini di miglioramento? Ho disatteso molte indicazioni dell’editor, per cui se sono pessimi è colpa mia, non sua. Alcuni consigli li ho seguiti, ma sono troppo testona, quindi pazienza. Ci lavorerò ancora un po’ su, poi pubblico e pazienza. Vediamo come va. Stesso prezzo della volta scorsa, copertina vintage, e faccia tosta. Fatemi gli auguri, non mi offendo.

I desideri non si dovrebbero raccontare

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I desideri non si dovrebbero raccontare. Un po’ come quando da bambini dovete spegnere le candeline della torta di compleanno e vi dicono esprimi un desiderio. Dirlo, non lo farà avverare. Almeno così la leggenda “metropolitana” narra. Ma ciò che ho in mente non è esattamente un desiderio, è più un progetto. Sconsiderato quanto volete, ma sempre un progetto. Prendere un mio vecchio romanzo, ultimato. Una cosa di 70 capitoli e pussa, scritto una quindicina di anni fa. Quando internet non c’era, o meglio io non avevo il computer e scrivevo tutto a mano, su fogli ingialliti con una bic blu. Quando scrivevo nella convinzione che mai avrei pubblicato, e l’autopubblicazione non c’era. Prendere i primi due capitoli e farli tradurre in inglese. Da uno bravo. E mandarli in lettura a un selezionato gruppo di editori americani specializzati in pulp. Direte voi: non ti calcoleranno neanche, specie senza un agente. E’ molto probabile, molti editori lo scrivono tranquillamente nelle info per le submission: senza agente gira al largo, dilettante. Non che di principio sia contraria agli agenti, semplicemente non ho ancora trovato quello giusto per me. Magari in futuro, chissà. Il romanzo in questione è L’estate non è una stagione felice, un hardbolied vintage anni ’50. Credo la mia storia migliore, per lo meno quella che piace più a me. Se interessa lo farò tradurre tramite crowdfunding, e se il crowdfunding funiziona, chissà. Dai anche solo provarci sarà divertente. C’è un sacco di lavoro davanti, e non dite che scrivere non è faticolso. Ci vuole un allenamento da pesista, altroché. Vi terrò informati, comq. :: Shan.

Quasi, quasi

lishQuasi, quasi mi metto anche io a riscrivere un racconto di Carver, non certo con l’intento di migliorarlo, a questo ha pensato abbondantemente Gordon Lish (è vecchiotto, ma gode ancora ottima salute), ma come esercizio di stile. Sembra una battuta, ma mica poi tanto. A un corso di francese come esercizio dovevamo prendere una poesia e riscriverla usando le parole che più ci avevano colpito. E’ stato divertente e innocuo.  Riscrivere i testi di un altro è un toccasana per lo stile e per l’immaginazione. E’ insomma un esercizio creativo che andrebbe insegnato nelle scuole di scrittura. E forse lo fanno davvero, come faceva la mia professoressa di francese.  I risultati sono bizzarri e a volte sorpendenti. Non si tratta naturalmente di spostare qualche virgola o sopprimere qualche parola molesta. A volte si può riscrivere un testo cambiandogli senso, modificandone la struttura profonda. Sì, se lo farò sarete i primi a vederne i risultati. :: Shan

Blue eyes

index

   Author: N. Pizzorno

Blue eyes è un hardboiled vintage anni ’50. Un romanzo breve tra il poliziesco e il noir, sulle orme di Ellroy per intenderci. Lo scrissi dopo aver letto per la terza o quarta volta L.A. Confidential in omaggio a James Cromwell e alla sua interpretazione del Capitano Dudley Smith. Il Dudley Smith di Cromwell e il Dudley Smith di Ellroy sono un po’ diversi, ma che importa, sono entrambi due personaggi molto interessanti. Siamo dunque a Los Angeles, la città degli angeli, e un poliziotto piuttosto ruvido ha a che fare naturalmente con un omicidio che vede coinvolto un suo collega e una rossa fascinosa che nasconde molti segreti. Un canovaccio standard, niente di eccessivamente originale, ma con qualche concessione al politicamente scorretto. Scriverlo è stato divertente, non è forse il mio lavoro migliore ma si inserisce nel genere che prediligo di più. Questa che vedete a lato è la copertina originale che ho fatto disegnare apposta. Metterò Shanmei da qualche parte, forse in basso, ed è fatta. Ora devo solo trovare un editor appassionato di hardboiled quanto me che non snaturi il tutto, ma corregga giusto le parti nebulose e aggrovigliate. Vedere gente che mette mano sul tuo lavoro è sempre una cosa delicata e se editor e autore hanno due idee diverse o opposte diventa una bella grana. Trovare l’editor perfetto credo sia uno di quei doni del cielo che ti capitano proprio se te lo meriti. Poi due o tre giri di correzione bozze, e appena sarà almeno decente, via. Non sono libri adatti alla pubblicazione tradizionale, l’autopubblicazione da molta più libertà, e avere il totale controllo poi è molto inebriante. Anche se faticoso. Tradurli in inglese sarebbe l’ideale ma anche li ci vuole il traduttore giusto, possibilmente madrelingua,  e quelli davvero bravi, o per lo meno quelli che avrei in mente sono piuttosto cari e ci vorrebbe al massimo un crowdfunding, che è possibile farlo almeno quando hai un discreto numero di lettori che ti conoscono e credono in te. Farlo adesso sarebbe buttare al cesso un’ occasione.  L’incipit lo potete leggere qui  . Alla prossima. Shan.

Le recensioni sono importanti

Scrivere-un-libro

Lo credo fermamente o non le scriverei. Non come mero veicolo promozionale, ma soprattutto pensando a quelle dei letttori, come forma di comunicazione privilegiata tra gli autori e il prorio pubblico. Agli scrittori fa piacere ricevere recensioni, anche se dovessero essere negative. Non solo per vanità. Certo le recensioni negative sono fonte di ansia e preoccupazione, ma a volte sono bellissime, appassionate, non una serie di insulti senza grazia. La storia della letteratura è piena di stroncature illustri, scrittori che hanno stroncato in punta di penna altri scrittori. Un piacere dell’intelligenza leggerle. Certo se non sono scritte per meschini motivi o vendette personali. Ma anche in quei casi dice più una recensione del recensore che del libro letto. Ed è bello dar la possibilità al lettore di dire la propria. Non tutti sanno scriverle, ma non ci vogliono tanti strumenti tecnici per dire che un libro è bello, ci ha fatto emozionare, pensare, ci ha divertito. Quelli che dicono che le recensioni non sono importanti semplicemente si sbagliano. Forse perchè non vedono un riscontro monetario immediato. Ma le recensioni sono una ricompensa. Un di più che generosamente il lettore di offre oltre il prezzo del libro. Una parte di sè, forse ancora più preziosa dei soldi. Sicuramente più intima. Invito quindi tutti a scrivere recensioni dei miei libri dicendo in tutta sincerità cosa pensano. Ho le spalle larghe e soprattutto un senso preciso dei miei limiti. Non sono permalosa, non sicuramente in questo caso, per i motivi sopra esposti. Non sono vendicativa. Non cambierò un giudizio positivo su una persona solo perchè non ama i miei racconti. Ci mancherebbe. Ho ricevuto le critiche più feroci da gente che mi voleva veramente bene. Quindi. Resto in attesa.

Chissà in giapponese come sarebbero?

autunno_1Comporterà molto lavoro, e spero di avere il tempo, ma si mi piacerebbe tradurre i miei racconti in varie lingue. Così mi sono iscritta su Bebelcube, per vedere come funziona. Lingue come il francese, l’inglese, il tedesco e lo spagnolo diciamo sono abbordabili, saprei già a chi rivolgermi, alcune traduzioni potrei cercare di farle io, ma pensiamo al russo, o che so al giapponese. E proprio al giapponese ho pensato. Sì, penso che ai giaponesi i miei racconti possano piacere, e sono certa che apprezzeranno che siano tradotti nella loro lingua. E’ una sfida, ma perchè non provare? Così ho proposto il mio piccolo ebook a un traduttore, per la precisione a una traduttrice giapponese che vive in Italia. Non so ancora se accetterà, ma comunque valeva la pena provare. Uno dei miei sogni è visitare il Giappone, chissà magari in futuro lo realizzo. Sto imparando in questi giorni che le cose che credevo impossibili, non lo sono così tanto. Basta un pizzico di (come dicevano i nostri nonni?) intraprendenza. E aprendo una porta non sai mai cosa trovi dietro. Sì sembra una banalità detta così, ma se ci pensate il concetto è affascinante. Cercherò di non essere disfattista e negativa come al mio solito, e cercherò di conservare un po’ di entusiasmo, cosa forse più difficile. Partecipai qualche anno fa a un’ iniziativa “Autori per il Giappone”, donando un mio racconto, (se lo volete leggere è ancora online, Watakushi), si trattava di autare la popolazione dopo il Terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011, con donazioni a Save the Children, per cui la prima lingua che vedrà i miei racconti tradotti è giusto che sia il giapponese. Vi terrò comunque aggiornati, se avrete la pazienza di seguirmi e spero passeremo del tempo felice insieme. Shan::

I racconti di Shanmei #Vol1

copertina Shanmei

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Ho scelto l’autopubblicazione. Non perchè sia stata rifiutata dagli editori tradizionali, ho pubblicato anche con loro, più che altro per curiosità. In realtà questi racconti non li ho mai mandati a nessuno. Qualcosa mi hanno rifiutatto sì, è fisiologico. Hanno rifiutato il mio romanzo hardboiled anni ’50. In due. Non l’ho più mandato ad altri.

Non sto prendendo troppo sul serio questa cosa. Forse è un errore, ma non ho troppe aspettative. In questo ebook ci sono sei racconti, definibili come flash fiction. A 0,99 Euro. Se non dovessero piacere si perderebbe poco. Si rinuncerebbe a un caffè, anche se nel mio bar un caffè costa un po’ di più.

E’ un rischio? Forse. Rischio che qualcuno li trovi pessimi, banali, scontati. Non sono Carver, nè mi credo tale. Sarei delusa, ma non più di tanto. Ai miei amici piacevano, ma si sa gli amici non sono obiettivi. O forse a volte lo sono troppo.

Li ho fatti editare. Mi hanno aiutato con la copertina e nel fare materialmente l’ebook. Un’ amica leggerà un racconto e ne farà un video. Senza il loro aiuto questo ebook senza pretese non sarebbe on line.

E’ difficile farsi leggere. Per nulla scontato. Per cui già da ora ringrazio i miei lettori. Anche quelli a cui non piacerà.

Sono sei racconti dicevo: Mastro Lindo, Tequila Sunrise, Yasuf  e l’ottava meraviglia, L’incontro, Le splendide rose di zia Meg, e A sud di Cimarron. Del primo ricordo il giorno in cui mi è venuta l’idea. Passeggiavo lungo la ferrovia all’altezza del ponte che porta al Lingotto, a Torino. Ho guardato il cielo e ho visto una nuvola. Era sera, il sole stava tramontando e mi è venuta l’idea di un gigantesco Mastro Lindo. Poi la storia si è composta di personaggi, con una morale. Con un amico pubblicitario scherzavamo che sarebbe stato un bel soggetto per una pubblicità. Non l’avrebbero mai accettato. Però abbiamo riso molto. Tequila Sunrise nacque in inverno. Meditavo di lasciare tutto e partire. Il protagonista del racconto l’ha fatto al posto mio. Yasuf e l’ottava meraviglia nacque da un articolo di giornale. L’incontro da una discussione con un amico su Million Dollar Baby. Le splendide rose di zia Meg dall’apparecchio Amplifon di mia nonna. E infine A sud di Cimarron è un omaggio a uno scrittore che ammiro molto.

Ah, li trovate su Amazon. Buona lettura.

A proposito di Poodle Springs Story

Raymond Chandler morì di polmonite a La Jolla, il 26 marzo del 1959. Stava lavorando a Poodle Springs Story, ottavo romanzo della saga di Philippe Marlowe, che rimase incompiuto. Ne restano per l’esattezza quattro capitoli in cui fa compiere al suo investigatore qualcosa di decisamente inaudito: lo fa sposare a Linda Loring. E lo fa trasferire a Poodle Springs (noto era il fatto che Palm Springs fosse la città dei barboncini). Il romanzo fu completato nel 1989 da Robert B. Parker con soluzioni narrative decisamente diverse dalle mie. Nei primi quattro capitoli scritti da Chandler, Marlowe fa in tempo a visitare la casa in cui abiteranno, mostrare la sua licenza di investigatore (non ostante il matrimonio con Linda ha intenzione di continuare a fare il suo lavoro) alla polizia del luogo, far visita a un agente immobiliare per trovare un nuovo ufficio, e incontrare Manny Lipshultz, proprietario dell’ Agony Club. Avevo pochi punti di riferimento, decisa a non seguire le orme di Robert B. Parker. Per prima cosa ero decisa a mettere bene in chiaro che sebbene diventava il genero di Harlan Potter, avrebbe continuato la sua vita schiva e se possibile un po’ spartana. Sposare una miliardaria non era per lui un punto di svolta. Non sarebbe in sostanza cambiato nulla. Ciò comunque implicava qualche attrito con la sua dolce metà, e su questo avrei puntato per dare profondità al personaggio. Un altro punto su cui ho riflettuto fu se farlo morire o meno. Mi sembrava in un certo senso giusto che Chandler morisse con il suo personaggio, anche se essendo narrato in prima persona non potevo certo fare granchè. Ho preferito fargli prendere un aereo. Quello che so di certo è che non tornerò più su questo personaggio, già averci provato è una cosa piuttosto bizzarra. Shan::

Un primo passo

Schizzo 1E così mi sono decisa, pubblicare i miei lavori è meglio che lasciarli impolverare nei cassetti. Certo ci vuole ancora un lungo lavoro di editing, prima di tutto, poi servono le copertine, e poi, appena potrò, farò tradurre i testi in inglese. Per quanto riguarda le cover, mi sono rivolta ad un bravo disegnatore, un artista di cui da sempre apprezzo i lavori e ho commissionato una cover per “Occhi tristi”. L’ idea era una cover vintage anni 50, di quelle da romanzo pulp per intenderci. Immaginavo una scena notturna, come sfondo un diner con le insegne luminose e in primo piano un detective intento ad accendersi una sigaretta. Un po’ Hopper, un po’ Norman Rockwell, ma con lo stile particolare di Niccolò Pizzorno. Questo è lo schizzo che ho scelto. A lavoro finito sarete i primi a vederlo. Poi mi occuperò della traduzione. Cercherò un buon traduttore, ne ho già in mente alcuni, e probabilmente farò una raccolta fondi su qualche piattaforma di crowdfunding. Tutto sembra facile quando si idea qualcosa, ma so benissimo che non lo sarà.  Ma l’importante è compiere il primo passo. Come in tutte le cose dopo tutto. :: Shan