Shanmei

Category: riflessioni

Viaggio in Cina – work in progress

12v Nave nel porto

Dunque vediamo, Mille fiori dorati sul mare tranquillo non è ancora finito. Lo so l’avevo promesso ai miei lettori per Natale, ma non ce l’ho fatta. Non tanto per mancanza di ispirazione, più che altro perchè rimandavo sempre, c’era sempre qualcosa di importante da fare prima, e così il racconto è sì a buon punto, ma ancora non concluso. Con il nuovo anno mi ero ripromessa invece di continuare la seria iniziata con Un gioco di pazienza,  e qui sto rispettando le tappe, e sto raccogliendo materiale da leggere e studiare. Non so ancora se ne uscirà un racconto o  un romanzo, l’idea è sempre la stessa: iniziare dall’inizio, dal giorno della partenza a Napoli, ho qualche testo storico di riferimento, e la prima scena che dovrò scrivere sarà proprio ambientata nel porto di Napoli, immagino sia una giornata di sole, alla presenza degli alti papaveri del tempo, se riesco risalgo anche al discorso che il re fece alle truppe, credo sia l’ultimo in pubblico, Umberto I sarà ucciso poco dopo il 29 luglio 1900, a Monza, dall’ anarchico Gaetano Bresci. Per ora ho un titolo provvisorio “Viaggio in Cina“, lo so è poco originale e affascinante ma è un titolo da lavoro, mi serve giusto per titolare il file, se strada facendo mi viene qualche illuminazione lo cambio con piacere. La prima indagine si svolgerà a bordo del Giava, oltre alla difficile navigazione e a tutti i disagi di una nave su cui sono caricati anche i “cavalli” ci sarà anche un omicidio su cui il tenente Bianchi dovrà indagare oltre a numerosi sabotaggi. Insomma qualcuno vuole che questa nave non ci arrivi mai in Cina, e naturalmente scropriremo, chi e perchè a tempo debito. Che dire d’altro, spera venga bello, cercherò di buttare giù una scaletta con la trama, e spero davvero di farne un romanzo se i giorni di navigazione non diventano troppo ripetitivi. E qui spero i dialoghi mi saranno d’aiuto. Non è affatto facile ciò che mi riprometto di fare, ma vediamo di non perdere il bandolo della matassa. Naturalmente sarà una storia di fantasia, parto dalla realtà ma creo la storia di sana pianta per cui se involontariamente ripropongo cose che sono davvero accadute, sarà per puro caso o quasi. Se anche il mio bisnonno scrisse i diari della traversata, (è anche possibile che l’abbia fatto) non sono per ora in mio possesso, quindi (quasi) tutto quello che capita è pura invenzione funzionale al racconto. Bene è tutto, siate fiduciosi, qualcosa succederà!

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Un racconto fantasy sui mari della Cina

giunca-cinese

La giunca scivolava silenziosa sull’acqua grigia e densa, ostile come un cattivo presagio, mentre una pioggerellina sottile cadeva lieve da un cielo basso e striato di nero.

La sera stava scivolando lentamente nella notte e impregnava l’aria umida di odori pungenti e speziati. Le vele della giunca, tese dal vento primaverile, erano di un vivace color carminio, che risaltava come una macchia di sangue nell’orizzonte brumoso.

La prua appuntita della giunca era diretta verso il largo, ormai fuori dal porto e dall’affollamento di navi, giunche e scialuppe. Il vento si stava alzando, anche se non sembrava minaccioso. Non erano previsti tifoni quella notte, e i vecchi marinai se lo sentivano nelle ossa il loro arrivo. E non sbagliavano quasi mai.

Una lanterna si accese verso poppa e un vecchio cencioso l’agitò facendo un segnale ad un’ altra giunca che rispose facendo oscillare a sua volta una lanterna. L’incontro era fissato in alto mare, lontano da occhi indiscreti e orecchie curiose.

Inizia così Mille fiori dorati sul mare tranquillo. Il mio nuovo racconto fantsy, che si può dire sta avendo una lunga gestazione. La bella notizia è comunque che sono a buon punto. Uscirà per certo prima di Natale. Non vi starò a tediare con i mille problemi che ho avuto, ma insomma certe volte è davvero difficile scrivere, trovare la concentrazione giusta. Io ho una scrittura molto visiva, cerco di immaginarmi le scene, di vedere tutta la vicenda come un cortometraggio, e questo mi aiuta a entrare nella storia. Dunque siamo a Hong Kong a metà ottocento circa, anno più anno meno. Vi avevo anticipato che si parlava di pirati, giunche cinesi che scivolano sull’acqua, maledizioni, duelli, intrighi, contrabbando d’oppio. Ed esattamente questi sono i temi dei Mille fiori. L’insolito, il fantastico, il meraviglioso si coniuga con il consueto, l’ordinario, il famigliare, e abbiamo naturalmente un’ eroina cazzuta che darà filo da torecere al cattivo di turno. Un tipo squallido, ma squallido, che metà basta. Allora abbiamo dell’oppio maledetto che tutti vogliono, perchè fumandolo si acquistano poteri mai visti. Ma c’è lei a difenderlo, a impedire che vada in mani sbagliate, lei e un pescatore di cui è innamorata. E i due dovranno vedersela con emissari inglesi delle dogane, pirati, mercanti d’oppio avidi e troppo stupidi per capire che non c’è modo di uscirne vivi quando si combatte dalla parte sbagliata. Beh penso sia tutto, spero di avervi incuriosito. Torno a scrivere, che forse è la cosa che mi riesce meglio.

Halloween party

halloween

Dunque questa sera fervono i preparativi per le varie feste di Halloween. Già per strada si vedono bambini e ragazzi bardati di tutto punto diretti a casa di qualche compagno di scuola. E io che faccio? Scrivo. Ebbene sì ho un racconto fantasy sempre di ambientazione cinese per le mani e sta diventando carino. Si intitolerà “Mille fiori dorati sul mare tranquillo“, e parlerà di oppio, eroine armate di spada, cattivissimi che ve li raccomando e ciliegina sulla torta una storia d’amore alla Romeo e Giulietta. Terrò una zucca sulla scrivania e consulterò i miei manuali e romanzi in tema. Pizza pop corn e penserò al conto del dentista e quanti ebook dovrò vendere per pagarlo. E sì questo fa davvero paura! Io sarò forte, voi mi conoscete. Comq dai sarà un Halloween anche divertente. Alla copertina penserà l’amico Davide che è anche il mio traduttore. E’ a un terzo della traduzione di un romanzo a cui tengo moltissimo, già ve ne ho parlato. E sto valutando di pubblicarlo anche in Italiano. Che ne dite? Sì, sembra un’ idea grandiosa. Ora scappo torno sulla giunca sui mari della Cina. E in arrivo un tifone e non voglio farmi trovare impreparata.  Shan::

Jake – L’estate non è una stagione felice

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Non scrivo solo narrativa breve, sebbene la preferisca. Ho scritto anche testi di -enne mila pagine. Quelle cose da 70 e subia capitoli che rientrano a pieno diritto nella classificazione “romanzo”. Anzi prima ho scritto romanzi e poi racconti. Anzi prima ancora ho scritto poesie. Ma naturalmente sto divagando. Per tornare al punto sto facendo tradurre un mio romanzo, un hardboiled vintage anni ’50. Una storia nata nel mio periodo chandleriano, e un pochino anche elloroyano. Con un pizzico di Scott Fitzgerald, un omaggio perlomeno al Grande Gatsby. Queste almeno erano le intenzioni. Anche se sono abbastanza soddisfatta. Come quei falsari che se la ridono delle case d’asta. Ci ho messo anche del mio, ma queste sono le origini, le letture almeno di quel periodo che bene o male influenzano l’immaginario.  Chandler, Ellroy,  Fitzgerald, e una punta di China Town. Di Polański. Un omaggio nell’omaggio. Mi sono molto divertita a scriverlo questo romanzo. Forse è un mediocre esperimento narrativo, non vincerà mai alcun premio, ma ci sono affezionata. Di cosa parla? Di uno scalcagnato detective privato, reduce dalla Corea, e da anni di onorato servizio nella polizia di Chicago. Ora diventato perlopiù un alcolizzato, che si accontenta di squallidi lavoretti, e gioca alle corse. Mentre scrivevo la storia avevo in mente uno alla Sam Shepard, voi immaginatelo come preferite. Un giorno (vive nel sottobosco malavitoso della Los Angeles anni ’50) il suo padrone di casa, un italoamericano un po’ sciroccato, gli chiede un favore. Un gangster del periodo cerca una donna, e lui gliela deve trovare. Da qui in poi non mi dilungo, ma la lei della storia si chiama Grace. Va beh qualche cos’altro ve la dico, lo scalcagnato investigatore se ne innamora, e questo naturalmente complica le cose. Allora vi ho incuriosito? Lo spero. Non so se uscirà in italiano, preferisco prima pubblicarlo in inglese. Il mio traduttore mi ha promesso che proverà a finire il lavoro prima di Natale. Quindi c’è ancora da aspettare. Però ci tenevo a dirvelo, a condividere con voi questo progetto.  Il titolo provvisorio è quello lassù. Ma è l’unica cosa di cui non sono sicura, ci mediterò ancora su.

Promozione gratuita: un bilancio #2

1Dal 7 all’ 8 maggio ho fatto una promozione gratuita su Amazon per I racconti di Shanmei #Vol1, è andata meno bene che per il mystery, solo una ventina di copie scaricate. Ho diffuso un po’ la notizia, come l’altra volta, ma ho notato minore interesse, anche se una recensione c’è stata. Certo era un ebook del 2015, non esattamente una novità. A suo tempo ha venduto abbastanza bene, certo non cifre strepitose, sempre considerando il costo di 0, 99 Euro. Per ora sembra che ai miei lettori i miei raccontini piacciano, perlomeno chi non li ha graditi non ha lasciato traccia. Certo appartengono a un genere che si potrebbe definire umoristico. La politica delle promozioni gratuite paga? Ovvero attira nuovi lettori? Non lo so dire. So per certo che non è una conversione immediata in copie comprate. Rientra più nel magmatico e indistinto campo della pubblicità. Circola il tuo nome, e può essere un bene o un male. Naturalmente dipende da cosa scrivi. Certo sfori in un campo di lettori che non sono i tuoi, che incuriositi si avvicinano a te, neanche tanto convinti. Ma è gratis! Mal che vada lo cancello dall’ ebookreader.

Aiuto, un topo!, anzi un refuso

ratLa guerra ai refusi si sa è sempre aperta. Sono insidiosi, malvagi, cattivi. Si annidano nei posti più impensati e colpiscono a tradimento. Sono una delle undici piaghe di Egitto, per chi pubblica, specialmente su Amazon. Se segnalati, il Boss avvisa lo scrittore di correggerli al più presto. Pena? Non ho ancora indagato, in tal senso. Comunque bisogna farlo, ne va della qualità dello scritto. E certo tutti concordiamo che è meglio che in un testo refusi non ce ne siano. Tre o quattro passino, quando sono di più diventa anche faticoso leggere. Avendo avuto a che fare per lavoro con bozze non corrette, so di cosa parliamo. Se sono ad ogni riga, si sacramenta per un po’ e si sospende la lettura. E’ impossibile continuare. Stessa cosa per una cattiva impaginazione, per mancanza di paragrafi, per assenza di punteggiatura. Leggenda metropolitana vuole che copie così (totalmente illeggibili) circolino su Amazon, che prontamante le fa ritirare e ingiunge al reo di provvedere. Come mi regolo io? Di solito rileggo il testo più volte, ma per un meccanismo perverso, mentre i refusi degli altri li noti subito, i tuoi si nascondono. Hai in mente il testo, per uno strano gioco di miraggi desertici e fatemorgane, la tua mente proietta la parola scritta correttamente. Onde per  cui mi sono servita di correttori bozze, (a cui sono sfuggiti refusi pure a loro). I migliori alleati però sono i lettori, te li segnalano, e tu provvedi a correggere e pulire il testo. Ne ho di lettori così gentili. E non smetterò mai di ringraziarli. Non mi offendo insomma se me li fate notare. Nessuno è perfetto, ma uniti siamo una forza. Shan::

I racconti di Shanmei #Vol1, in promozione gratuita dal 7 all’ 8 maggio

copertina ShanmeiNuova promozione, questa volta per il primo volume della raccolta “I racconti di Shanmei”. Sei racconti. Onirici, surreali, un po’ noir. Niente di più. Spero vi piacciano, spero, vi invoglino a prendere anche gli altri volumi della collezione. Lo so è una promozione a ridosso dell’altra, forse a livello di marketing non si fa, ma mi andava, sto imparando a mettere a disposizione gli strumenti che Amazon ci dà, ed essendo il mio unico editore, forse imparerò a padroneggiarli come si deve. Intanto chi ha letto il volume con unlimited lo può scaricare e tenere senza doverlo restituire, e poi ne potrebbero venire altre recensioni, sempre gradite. Se volete scaricare la vostra copia gratuita, cliccate sulla cover.

Chissa in inglese come sarà?

41J+Xo0NhLL._SY346_Dunque Un gioco di pazienza: Un racconto giallo nella Cina misteriosa di inizio ‘900 sarà il mio primo racconto tradotto in inglese. Non so ancora quale sarà il nuovo titolo, certo non una traduzione letterale dell’ originale, ma qualcosa di molto suggestivo e evocativo. La traduzione è in buone mani, se ne occuperà Davide Mana, un traduttore italiano che apprezzo molto, che scrive anche racconti suoi in inglese (ah, se avete bisogno di uno bravo, provate a contattarlo). Qualche post sotto c’è il suo post in cui annunciava che ci stava lavorando. Sono abbastanza ottimista, (certo qualche preoccupazione c’è) ma magari riceverà una buona accoglienza, o perlomeno sarà letto da lettori anche non italiani, non necessariamente inglesi o americani. Lettori che amano i mystery storici e l’Estremo Oriente.  Sulla carta il piano di lavoro, per la serie che da questo racconto breve dovrebbe nascere, è affascinante e sconfinato. Toccherò tutti i temi sull’Oriente che l’immaginario occidentale contiene, più un punto di vista cinese, racchiuso in un personaggio che potremmo definire il coprotagonista della storia. Anzi una lei, per essere più specifici. Cercherò di filtrare l’incontro tra queste due culture in modo onesto e il più vicino possibile al vero. Poi naturalmente ci sarà al centro delle storie un’ indagine, indizi, testimoni, colpevoli, ma non solo questo. Parlerò di altro, e lo farò (spero) in modo divertente. La traduzione non è ancora ultimata, ma per lunedì dovrebbero esserci novità. La copertina sarà identica, solo con il titolo in inglese.

Habemus recensionem! #6

urlo-homerNuove recensioni sempre su Amazon, questa volta una per Gli Otto Sigilli della Fenice di Fuoco e due per I racconti di Shanmei #Vol1

Ancora altissimi livelli di wuxia nostrano. Purtroppo ancora un racconto troppo breve, ma speriamo che l’autrice osi ancora di più per regalarci delle storie più complesse. Ad ogni modo uno splendido gioiello ben cesellato. Da leggere!

Raccolta di racconti brevi di vario genere. Il mio preferito “Yasuf e l’ottava meraviglia”, bello, intenso, doloroso. Shanmei scrive bene, e questi racconti si leggono velocemente e con piacere.

Sei racconti, sei storie surreali, in parte noir che si leggono con estremo piacere a conferma delle capacita di questo autore.
Ho scaricato questo testo per leggerlo sul kindle. Ormai da anni scarico quasi esclusivamente sui miei dispositivi libri in formato digitale per la loro estrema praticità e semplicità di trasporto ( ma anche una scelta ecologica) . In questa maniera porto sempre con me una intera biblioteca, pur rimanendo diverso il possedere e sfogliare un libro stampato.

Kindle Unlimited, proviamo!

kindleCos’è Kindle Unlimited? Un servizio di Amazon che permette ai suoi lettori forti di pescare in un bacino selezionato di ebook presenti su Amazon, praticamente senza limiti. A fronte di un abbonamento mensile di 9,99 Euro, il lettore può scegliere di scaricare e di leggere gli ebook che partecipano a questa iniziativa teoricamente gratis. Certo paga l’abbonamento, ma ammortizzato questo costo tutto il resto è realmente gratis. Si hanno a disposizione 10 ebook, ciò che ti piace lo leggi, ciò che non ti soddisfa lo restituisci e scegli altro. Non so se è una soluzione che funziona per me, ma fino a luglio ho messo tutti i miei ebook unlimited. Qualche osservazione a margine. E’ un rischio per l’autore? Certo (se ciò che trovi non ti piace, lo molli e tanti saluti), ma anche un opportunità, chiamatela prova di lettura. Se ciò che leggi ti piace, non ti accontenti di averlo in prestito, lo compri. Per non perderlo. E se scopri un autore che scrive roba buona, beh inizi a seguirlo. Funziona più con i testi lunghi, ma io sperimenterò il servizio con i racconti, per cui è davvero interessante scoprire come andrà. Perderò vendite? Non credo. Insomma incastrare il lettore, costringendolo a comprare qualcosa di cui si pente non è un successo per nessuno. Avere lettori convinti e consapevoli invece è una bella cosa. In più saprò (dati alla mano), quali racconti sono davvero letti, e insomma sono piaciuti. Come al solito affronto le cose con entusiasmo, col tempo vedrò anche i lati negativi. Sicuramente ce ne sono, ma chi può dirlo, potrei calibrare le cose in modo che siano adatte per me. Già ho scelto una politica dei prezzi molto bassa. Insomma dai 0,99 al 1, 50, con un unico ebook a 1,99. Spero sia un’ iniziativa che incrementerà anche le vendite reali, singole. E farà felici tutti, lettori, autori, e piattaforma che ci ospita. Tre mesi sono suffcienti per capirlo? spero di sì, e poi fosse anche un errore, dagli errori si impara e si migliora. Chi non ne fa? Io dal canto mio spero di scrivere roba buona, almeno mi impegno a farlo. Per cui, per ora, sono ottimista. Vuoi dare un’ occhiata? guarda qui. Adelante Compañeros!

Promozione gratuita: un bilancio

1Dal 28 al 30 aprile ho fatto una promozione gratuita su Amazon per questo ebook: Un gioco di pazienza: Un racconto giallo nella Cina misteriosa di inizio ‘900. Non esattamente una mossa strategica in un piano articolato di marketing, da guru in giacca e cravatta, più che altro un “dai amico proviamo, vediamo come va a finire“. E devo dire non ce l’ho fatta, a raggiungere le 100 copie scaricate, ma ci sono andata vicino. Su scherzo, sono moderatamente soddisfatta. Diciamo una media di 30 copie scaricate al giorno, e fino ad ora 3 recensioni, piuttosto lusinghiere. Almeno sono copie scaricate gratuite sicure, niente virus, niente addebiti nascosti sulle vostre carte di credito. Di queste quasi 100 lettori, alcuni lo leggeranno, (preventiviamo una minima % di accumulatori, tanto è gratis), ad alcuni piacerà, alcuni altri ancora saranno interessati a leggere altri miei lavori. Lo dice la statistica! Nei prossimi giorni arriveranno altre recensioni (speriamo), e si spera nuovi acqusiti (speriamo, speriamo). Ci ho perso una ventina di euro in royalties, ma tanto se non era gratis non lo prendevano, quindi perso è una parola grossa. Consideriamolo un investimento, un investimento sui miei lettori. Buone letture!

Habemus recensionem! #5

urlo-homerPrime recensioni per Un gioco di pazienza: Un racconto giallo nella Cina misteriosa di inizio ‘900. Cinque su Amazon e una su Goodread:

Recensioni su Amazon

Dopo il vietnamita, mi hai portato in Cina e, devo dire, che nel cambio ci ho guadagnato, perché ho trovato un racconto gradevole che potrebbe diventare un gran bel libro. Secondo il mio parere, ovviamente, perché in quelle poche pagine ho avuto la sensazione di un paese colonizzato e diviso tra potenze straniere, tra intrighi e ragion di stato, e chissà cosa saresti capace di regalarci solo se…
Comunque, i miei sinceri complimenti, i tuoi racconti continuano a piacermi.

Ho scaricato questo testo per leggerlo sul kindle. Racconto breve ambientato nella Cina di inizio ‘900 subito dopo la rivolta dei Boxers in cui si mescolano un classico giallo e una spy story in maniera, secondo me, efficace portando alla ribalta il protagonista, il tenente Luigi Bianchi, militare italiano con l’hobby dell’investigazione. Ottima lettura anche se breve.
Permettetemi di scrivere qualcosa sull’uso del Kindle: Ormai da anni scarico quasi esclusivamente sui miei dispositivi libri in formato digitale per la loro estrema praticità e semplicità di trasporto. In questa maniera porto sempre con me una intera biblioteca, pur rimanendo diverso il possedere e sfogliare un libro stampato.

L’autrice prende spunto dalla figura del bisnonno per dare vita a un militare italiano stanziato in Cina nei primi anni del ‘900. Il veloce racconto, introduttivo a una possibile serie, dà modo al lettore di conoscere il tenente Luigi Bianchi e di familiarizzare con l’ambiente coloniale dell’estremo oriente. Aggiungendo allo scenario un omicidio, un paio di ragazzi cinesi utilizzati come capro espiatorio e un funzionario giapponese (“un uomo letale, ma con me era sempre stato leale”), il mystery si trasforma in spy story mentre la storia scorre sullo sfondo.
Shanmei, in poche pagine, riesce a riversare l’affascinazione per la Cina di quel periodo storico nel racconto e a farla respirare al lettore.

Racconto breve ambientanto nella Cina coloniale. Piacevole lettura, scorre in fretta, peccato che sia così breve, avrei voluto saperne di più sul personaggio principale. Ambientazione molto originale e affascinante, spero in un seguito o in un romanzo.
Lo consiglio.

Ambientazione squisita per appassionati dell’estremo oriente e non. Scrittura frizzante e personaggi ben delineati nonostante la brevità del racconto, indice di una buona maestria dell’autrice. Troppo breve per giudicare più approfonditamente ma lascio 5 stelle per l’ottimo lavoro svolto e per spronare l’autrice a scriverne ancora.

Recensioni su Goodread

Il racconto è veramente intrigante per chi ama la storia: l’ambientazione nella Cina dei Boxer è molto dettagliata ed i personaggi assai intriganti. Non vi sono azioni fulminanti come nei racconti precedenti dell’autrice ma lo spirito del giallo e il “profumo” della Cina di inizio secolo ci sono eccome. Speriamo che questo sia il primo di una serie di racconti con la stessa ambientazione e lo stesso personaggio.

Un gioco di pazienza, in promozione gratuita dal 28 al 30 aprile

ungiocodi pazienzaE’ la prima promozione gratuita che faccio su Amazon, non ho la più pallida idea di come andrà, durerà tre giorni dal 28 al 30 aprile e per ora come prima conseguenza ho dovuto mettere l’ebook in versione unlimited, che per un racconto breve non è una genialata, ma insomma se queste sono le regole, giochiamoci. La versione unlimited durerà fino a luglio, poi si vedrà. A dire il vero sono un po’ curiosa, considerato che il prezzo già di per sé non è esattamente esorbitante, vedremo che differenza c’è tra pagare 0,99 cent e non pagare niente. Oh, magari non lo scaricherà nessuno, e allora avrò la certezza specchiata che non interessa o che io sono una pessima comunicatrice. Dei miei lavori, almeno. Perché si fa una promozione gratuita? Per allargare il proprio bacino di lettori. Gente che magari incuriosita inizia a leggerti, per poi non smettere più. Quella è l’idea. Non farò una promozione a tappeto della cosa, insomma l’idea è di avvertire poca gente selezionata, i frequentatori del mio blog, della mia pagina FB, di qualche gruppo FB che frequento. Non farò post sponsorizzati, questo è certo. Sarà un esperimento, adoro gli esperimenti. Ma se voglio mettermi di lena a studiare tomi e tomi, e scrivere e riscrivere, devo sapere se c’è dell’interesse. Chiamiamola indagine di mercato.  Per ora è tutto, incrociate le dita per me.

 

Fiori dorati sul fiume tranquillo

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Incerta se i miei gialli coloniali interessino davvero, per ora ne ho venduti una decina e ancora nessuna recensione, torno al fantasy e al progetto precedente, un racconto ambientato a Hong Kong a metà ottocento circa.  Una storia di pirati, giunche cinesi che scivolano sull’acqua, maledizioni, duelli, intrighi, contrabbando d’oppio. Avrà una forte valenza fantasy, ci saranno fantasmi, maghi, draghi marini, insomma tutto l’armamentario mitologico e storico dei racconti del genere. Il titolo l’avete scelto voi col sondaggio, Fiori dorati sul fiume tranquillo, ma cercherò un sottotitolo per dare un’ idea un po’ più precisa della storia. Sarà una storia marinaresca, molti degli scontri avverranno in mare tra giunche pirata e navi inglesi. Hong Kong è uno scenario classico. Se avete letto Tai Pan di James Clavell ne avrete un’ idea. Nebbia, pioggia, tifoni, eroi ed eroine, piuttosto improbabili, duelli all’ultimo sangue. Per ora vi lascio con la prima frase: La giunca scivolava silenziosa sull’acqua grigia e densa, ostile come un cattivo presagio

Le fonti, le ricerche, il duro lavoro e tanti caffé

1 Comunque cosa stavo facendo in questi giorni? Stavo facendo ricerca e raccogliendo le fonti su cui basare la parte storica dei miei racconti coloniali. Il primo tomo che ho comprato, è stato Le regie truppe in Estremo Oriente 1900- 1901, a cura dello Stato Maggiore dell’Esercito, di Ludovica de Courten e Giovanni Sargeri. Diciamo un testo imprescindibile se si vuole un po’ avere un’ idea generale di quello che successe. E’ del 2005, ma corposo (poco più di 500 pagine), e scritto da storici affidabili. Poi mi sono ri- letta Gli italiani che invasero la Cina, Cronache di guerra 1900- 1901, di Fabio Fattore, questo comprato un po’ di anni fà, (ebbi modo di scambaire qualche mail anche con l’autore), e ha due bei capitoli proprio dedicati al viaggio del Giava e allo sbarco del Secondo Contingente. Poi mi sono fatta arrivare dalla mia biblioteca Gli ultimi giorni di Pechino, Reportage della rivolta dei Boxer di Pierre Loti, lo stile è ottocentesco e alquanto pesante, ma molte info sono utili, dalle condizioni del tempo (quanto nevicava quell’autunno del 1900) alla festa che si tenne sabato 11 maggio 1901, Fireworks on the Kunming’s lake di cui conservo ancora il cartoncino di invito. Poi mi sono procurata due classici sulla rivolta: La Rivolta dei Boxer di Peter Fleming (sì, il fratello di Ian Fleming) e La rivolta dei Boxer di Victor Purcell, testi su cui lavorai durante la stesura della mia tesi. Ammetto che l’ideale sarebbe lavorare e confrontare anche testi cinesi, ma la mia scarsa conoscenza della lingua un po’ mi limita, mi accontenterò di fonti in inglese e francese, e in latino (sì, i missionari avevano il brutto vizio di scrivere anche in quella lingua). Bene, per ora è tutto, torno ai miei studi, e se vi va leggete il mio primo raccontino Un gioco di pazienza: Un racconto giallo nella Cina misteriosa di inizio ‘900 e ditemi cosa ne pensate. A presto!

Habemus recensionem! #4

urlo-homerRiprendo questa rubrica, che di per sé per uno scrittore è molto importante e vi segnalo i nuovi commenti e recensioni che ho avuto. Questi sono dedicati a “Le mille lame della vendetta“. In attesa delle prossime.

Recensioni su Amazon:

Racconto scorrevole e piacevole, che si lascia leggere tutto d’un fiato.
Rispetto ai precedenti lavori wuxia dell’autrice ho trovato il finale di questo leggermente sottotono, chiuso in maniera un po’ frettolosa.
Affascinate, invece, l’atmosfera orientale, quell’ambientazione cinese che riesce ad essere immediatamente evocativa, così come le brevi sequenze a base di duelli all’arma bianca.
Faccio notare, per completezza, qualche refuso di troppo. Nulla, comunque, che non possa essere corretto con un editing al volo.

Recensioni su Goodreads

Un ottimo racconto. La storia scorre senza intoppi lungo tutto il testo ed ho apprezzato il buon bilanciamento tra tutte le parti della storia. I personaggi sono ben delineati e vi è un buon mix tra storia ed azione. Infine emerge l’ottima documentazione che l’autrice ha svolto. Da leggere.

Recensioni sui blog

Ho trovato questo racconto molto suggestivo, la scrittura è semplice ma permette alla fantasia di volare in luoghi magici. I colori e gli odori della Cina Imperiale sono ben descritti ed immaginarli non è difficile. Le arti marziali vengono mostrate nella loro veste migliore, quella dell’equilibrio del corpo e della mente. Liu è una guerriera pronta a tutto pur di difendere l’onore della sua famiglia.
Questo racconto è scritto per spiegarci la sottile ma importante differenza tra la vendetta e la giustizia. Credo che Shanmei sia riuscita a coglierne le sfumature ed è riuscita a dare un’impronta morale forte al racconto.
Inoltre gli elementi fantastici rendono questo racconto una lettura adatta anche ai più piccoli.

Un gioco di pazienza: Un racconto giallo nella Cina misteriosa di inizio ‘900

prezSiamo online, il mio racconto è disponibile su Amazon! La copertina per ora è provvisoria, si rifà alle gloriose copertine Penguin e spero ispiri il senso dei racconti. Un gioco di pazienza è un racconto breve, quasi uno schizzo, che ci porta nella Cina del 1902, dove il nostro protagonista sarà impegnato a indagare su un delitto misterioso. La serie naturalmente partirà dal 1900 e arriverà al 1905. Già ho in mente la prima vera indagine su cui si dedicherà il nostro a bordo del piroscafo che dall’Italia lo porta in Cina. Adesso non so ancora se ne verrà un racconto, una novella o un romanzo breve, stiamo a vedere. C’è tanto da studiare, da leggere, da raccogliere e comparare dati, appunti, lettere, confrontare fotografie. Un lavoraccio insomma. Dovrò investire tempo e risorse, sempre che i lettori mi accompagnino nel viaggio. Comunque adesso vediamo come andrà questo, che accoglienza gli riserveranno i lettori. Sono molto curiosa. Spero di aver fatto un buon lavoro, ma bisogna aspettare le prime recensioni. Che altro dire? Ma certo, buona lettura!

Un gioco di pazienza, ambientazioni coloniali e intreccio giallo

ghjScrivendo mystery coloniali credo che la maggior difficoltà sia lavorare sull’ ambientazione, ricreare lo spirito del tempo, anche la mentalità, il linguaggio, tutta una serie di sfumature che fanno sì che la storia sia realistica, e nello stesso tempo adatta e fruibile da lettori contemporanei. Per ricreare luoghi, ambienti, paesaggi ho a disposizione molte fotografie d’epoca, alcune dotate di didascalie, mentre su altre dovrò lavorare più di fantasia e vedere cosa mi ispirano. Pronto lo scenario, come lo sfondo di uno spettacolo teatrale, bisogna inserirvi un intreccio giallo credibile, un’ indagine fatta di indizi, testimoni, presunti colpevoli, e l’acume dell’invetsigatore che dirime vero e falso. Questo primo racconto, dal titolo Un gioco di pazienza, parte in media res, nel 1902 (la serie andrà dal 1900 al 1905, ripercorrendo fedelmente almeno dal punto di vista temporale il viaggio in Cina del mio bisnonno) e ci fa conoscere il protagonsita alle prese con un delitto, l’omicidio di un ricco francese avvenuto in un ristorante. Del delitto viene accusato un camieriere cinese, amico del cameriere cinese del protagonista. Tutto ruota intorno all’ambasciata giapponese, e scopo dell’indagine più che trovare il colpevole è salvare gli innocenti. E’ una storia molto breve, gisuto un esperimento, per vedere se il mio stile si adatta a questo genere di gialli, se insomma i lettori apprezzano o meno. Il protagonista è liberamente ispirato a un personaggio reale, di cui prende molti connotati sia fisici che psicologici, ma molto di lui è pura invenzione. Al giallo innesto la spy story, il tipo di clima internazionale respirato nella Cina di quel periodo si presta a queste contaminazioni. Ci giocherò parecchio, quindi siete avvisati. Ah dimenticavo, c’è anche un bel personaggio femminile, in questo racconto non compare, è solo nominata, ma sarà fondamentale nella storia. Mi darà la possibilità di analizzare il tessuto sociale da più punti di vista, non solo quello degli italiani in Cina, anche quello dei cinesi costretti volenti o nolenti a conviverci. Bene appena sarà pronta la copertina, potrete leggerlo. Spero numerosi.

Gialli coloniali, nella Cina misteriosa di inizio ‘900

1cvMesso momentaneamente da parte Le paludi di Baton Ruoge, in attesa di decidere cosa farne, mi sono incamminata in una nuova avventura, questa volta una serie di racconti, ambientati in Cina all’inizio del 1900. Niente derive fantasy, spettri, cavalli parlanti, maghi e divinità, (anche se conoscendomi è pure possibile che qualche accentricità ci sarà). Saranno più che altro gialli coloniali, una serie di indagini di un miliatare in stanza in Cina che nel tempo libero indaga su furti, crimini e delitti. Naturalmente sono storie di fantasia, che si poggiano comunque su alcuni fatti storici (considerate che le cose più assurde e incredibili, sono vere!) ispirate alla vita del mio bisnonno che fu davvero un militare in stanza in Cina tra il 1900 e il 1905. Ma non sono storie biografiche o autobiografiche, molto insomma nasce dalla mia fantasia, ci tengo a ribadirlo. Questo che presto uscirà è un breve racconto, senza pretese, giusto per vedere come sarà accolto dai lettori.  Se dovesse piacere, potrei dedicarmi ad approfondire le mie ricerche, a scartabellare quello che resta del suo epistolario, sempre per creare storie di pura fiction. I nomi sono cambiati, i fatti trasportati a mio piacimento perché non siano riconoscibili, alcune cose sono vere, ma giusto io lo saprò.  Insomma mi prendo tutti i diritti del narratore di raccontare le storie che la creatività mi ispira. Su un nocciolo di verità storica comunque presente. Ma non sono testi storici, non basatevi su di essi come fonti etc… Io mi sto divertendo, spero altrettanto farete voi a leggerli. Il mio bisnonno era di per sé una persona eccezionale, non ho avuto la fortuna di conoscerlo, morì negli anni ’50, ma dai molti racconti che ho ascoltato, mi sono fatta un’ idea abbastanza precisa su come poteva essere. Dunque che dire ancora, fuoco alle polveri.

Forse ci siamo!

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Dunque la prima stesura de Le paludi di Baton Rouge è pronta. Ho ricostruito il finale arrampicandomi un po’ sui vetri, ma il colpo di scena più importante grazie a Dio l’avevo scritto. E’ ancora da rivedere, molte cose sono da controllare, per ora è in leuttura dai miei fidati beta lettori. C’è ancora molto da lavorare, beh molto, un po’, presto lo metterò in prevendità, cercherò di darlo in pasto a Amazon e ai lettori appensa sono abbastanza convinta. Perché dovreste leggerlo? Perchè narra una storia abbastanza solida, è ambientato nella Louisiana degli anni ’60, ha per protagonista una donna poliziotto afroamericana,  insomma è una storia che piacerebbe a Trump. Comq non sta all’oste di dire che il vino è buono, per cui vediamo. E’ un noir un po’ forte, mi segnalano che è meglio definirlo novella che romanzo, è di 40 pagine, 23 mila parole. Comq nasce come un romanzo, o meglio un’ indagine poliziesca. Ci sono gli alligatori, le paludi, gli scontri interraziali, una protagonsita cazzuta, e un po’ di erotismo, giusto poco, nienete che possa sconvolgere i puristi del noir. Comunque avevo fatto un contest per scegliere la copertina, e dunque mi tocca prubblicarlo, c’era pure un vincitore che pazientemente l’aspetta. Che altro, appena sarà in prevendita vi avviso. Dal basso impero è tutto, a presto!

Facebook, promozione, e consigli vari

dfFatto l’ebook bisogna venderlo, e qui entra in gioco la promozione. Tasto dolente di ogni autore indie che non ostante l’entusiasmo, non sa mai bene come iniziare. Un concetto è chiaro: per poterlo comprare un ebook i lettori hanno bisogno di sapere che esiste. Qui non ci piove, è tanto banale questa affermazione, quanto fondamentale. La promozione è il primo mattoncino su cui un autore indie basa la sua carriera, sempre che voglia far diventare la sua passione per la scrittura un lavoro. Ciò di cui parlo comunque è esperienza vera, non si basa su teorie più o meno campate, ma su fatti, fatti che mi stanno accadendo in questi mesi. Prima regola evitare lo spam indiscriminato. E’ inutile, controproducente e vi rende odiosi. Anche se il libro che così cercate di porre all’attenzione è oggettivamente bello, curato, magari scritto per una buona causa. E poi: aprire un blog. Sì, è una buona idea, richiede tempo e impegno, ma credo che un legame straetto con il lettore passi ancora per questo strumento di comunicazione, che sebbene viva tempi difficili, (il calo dei lettori signora mia è una realtà molto diffusa) è ancora a mio avviso una delle più belle forme di condivisione che Internet ci offre. Dopo di che attivare una newsletter. Tasto per me dolente, io non l’ho fatto, so che si deve fare, anzi è indispensabile, ma per ora non so darvi dati certi in merito. E passiamo ai social, Facebook, Twitter, e compagnia cantando. Io ho una pagina autore su Facebook, che si presta a diventare davvero una potente vetrina per i miei scritti. Ma non è tutto oro quello che luccica. Insomma da pochi giorni ho iniziato a fare sponsorizzazioni su FB, niente di che, pochi euro, per promuovere il mio ultimo ebook. Ho settato per l’Italia, età 18 -65, sesso sia uomini che donne, interesse per i libri, e… niente mi sono arrivati circa 300 mi piace alla mia pagina da gente sparsa per il mondo, di tutte le nazionalità. Credo ci siano ancora cosette da calibarare nel settaggio FB. Un po’ avrò raccolto di certo spammer internazionali (per lo più indiani e pakistani), ma la cosa certa è che non è gente interessata alle mie storie, e questo naturalmente mi dispiace. Un’ altra strada da percorrere e contattare i blog chiedendo recensioni o anche solo segnalazioni. Oltre ai blogger non sarebbe male contattare anche i top recensori Amazon. Non tutti sono interessati agli ebook di uno sconosciuto, ma qualcuno si trova, e il loro giudizio e la loro recensione armata di stelline è preziosa. Lo so ci vuole coraggio, c’è il rischio di ottenere stroncature feroci da gente che magari non legge fantasy o il genere che voi scrivete, ma il rischio vale la candela insomma. Poi ci sono le recensioni e le segnalazioni spontanee, cercatele e raccoglietele come faccio io in una sezione dedicata alla Rassegna stampa. Bene per oggi è tutto, la strada è ancora lunga, ripida e non priva di ostacoli. Torno a scrivere, che per uno scrittore è sicuramente la cosa più importante.

Le Diecimila Lame della Vendetta

lame-vendettaCe l’ho fatta, per febbraio, come avevo promesso. E’ online il mio nuovo racconto Le Diecimila Lame della Vendetta, una storia di coraggio, lealtà e amicizia, alla corte di Kangxi. Qualche connotazione fantasy, (c’è un cavallo parlante, giuro) ma di per sè più azione e avventura. Con un eroina femminile come protagonista. Non trovate strepitosa la copertina? Molto vintage, stile anni 60. Che dire, spero vi piaccia, ora sto lavorando al quarto racconto, una storia un po’ più recente, ambientata a Honk Kong a metà ottocento circa. Una storia di pirati, contrabbando d’oppio, duelli, intrighi, vedrò che connotazioni fantasy darle, ma insomma spero di divertirmi a scriverla, come voi poi vi divertirete a leggerla. Per ora sono ancora nella fase documentazione, vi saprò dire qualche informazione in più più avanti. Anche questa nuova storia spero di farla uscire per marzo, che tra l’altro è il mese del mio compleanno. Quindi ora aspetto notizie da voi lettori se vi è piaciuto questo. Mi raccomando commentatemi anche su Amazon. Le vostre recensioni sono importanti.

Alla corte di Kangxi

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La prossima storia, che sto scrivendo in questi giorni è ambientata tra la Cina Meridionale e Pechino durante il regno di questo imperatore che vedete in foto. Si chiamava Xuan Ye, e salì al trono con il nome di Kangxi ( Pechino, 4 maggio 1654 – Pechino, 20 dicembre 1722). Fu il più grande e potente imperatore della dinastia mancese Qing, e durante il suo regno ci furono accanite lotte di successione. L’ambiente perfetto per creare un clima di intrighi e di vendette. Protagonista della mia nuova storia è un’ eroina (si può dire femminista?) che attraversa la Cina per cercare coloro che fecero cadere in disgrazia suo padre e con lui tutta la sua famiglia. Dovrà scegliere tra la vendetta e la giustizia, e naturalmente si innamorerà, perché anche le eroine femministe si innamorano. La storia si intitolerà Le diecimila lame della vendetta, e spero di farla uscire per i primi di febbraio. Ancora buio assoluto per la copertina, ma sono certa che sarà strepitosa. Detto questo, torno a scrivere che è meglio!

Gli Otto Sigilli della Fenice di Fuoco

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Come promesso oggi è uscita la mia nuova storia: Gli Otto Sigilli della Fenice di Fuoco. Di esperimento in esperimento questa è una storia meno fantasy, in cui c’è più azione. Siamo in Cina intorno alla fine del 1200, la dinastia Song è agli sgoccioli, i Mongoli sono dappertutto e presto arriveranno nella capitala Lian’an, l’odierna Hangzhou. Protagonista è un militare, il nobile Zhao Xianlong e un manipolo di eroi che faranno di tutto per salvare l’imperatore e la sua famiglia. Una storia classica di coraggio, abnegazione, attenzione agli ideali confuciani. Ho introdotto qualche scena di lotta, congiure, agguati, e un personaggio storico, che nel mio racconto è diventato il villain della situazione. I Mongoli ci sono, ma in realtà più se ne parla di quanto davvero appaiano, ma non è detto che non scriverò una storia tutta dedicata a loro. Il periodo è interessante, ricco di spunti, come la caduta della dinastia Ming e l’arrivo dei Manchu. Ho cercato di usare anche un linguaggio alto, poetico, spero di esserci riuscita. Dunque che dire, buona lettura, aspetto le vostre recensioni!

:: Arrivano i Mongoli!

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La prossima storia ci porterà nella Cina meridionale verso la fine del 1200. L’impero Song meridionale è circondato, e i Mongoli puntano verso Lian’ an, la capitale, odierna Hangzhow. Vediamo le interessanti letture che si possono fare per approfondire il periodo. Innanzitutto un classico irrinunciabile, La vita quotidiana alla vigilia dell’ invasione mongola di Jacques Gernet, denso di notizie e informazioni, e scritto in maniera piana e discorsiva, affatto noiosa. Per quanto riguarda le tecniche di guerra, gli armamenti, le divise militari non c’è molto su cui studiare. Consiglio però senz’altro Il tao della guerra – La sapienza cinese e l’arte del comando, meno piacevole da leggere del precedente ma non privo di piccoli tesori.  Il mio racconto comunque resta un wuxia, lo sfondo storico è rispettato, ma narra avveninementi fantastici, sebbene in questo racconto l’aspetto fantasy e decisamente più sfumato de Il Fermaglio di Giada. E’ anche più lungo, più di 8000 parole e rispetta lo schema dell’eroe che is oppone al cattivo di turno. Vi anticipo il titolo: Gli Otto Sigilli della Fenice di Fuoco, abbastanza misterioso e esotico, non trovate? Comunque ha una sua ragione e un suo senso, che scoprirete durante la lettura. La mia storia si basa su un eroe destinao alla sconfitta, insomma ce la mette tutta ma i Song saranno travolti dai Mongoli, dunque ho cercato di inserire la sua storia sullo sfondo generale. La morale del racconto dovrebbe essere che nonostante la sconfitta se si combatte lealmente si può essere in pace e conservare l’aura dell’eroe. C’è anche una storia d’amore, ma sfumata, e molto casta, il massimo che succede tra la bella e l’eroe è una bacio sulla sua mano. Non ho ancora la copertina, ma spero presto di potervela mostrare. Sempre che piaccia ai miei beta lettori. Qui dall’ Artico è tutto, a voi al linea.

Il Fermaglio di Giada

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Clicca sulla cover per l’acqusito su Amazon

Eccoci online! Il mio racconto è a disposizione dei lettori. E’ un breve racconto ma ho provato a rileggerlo ad alta voce e non sembra male.  Spero piaccia anche a voi. Gli ingredienti ci sono tutti, c’è pure un piccolo colpo di scena, che spero non svelerete una volta letto. E’ un racconto magico, fantastico, forse il primo che scrivo così. Se piace il mio stile potrò valutare anche di scriverne ancora. Bene ora tocca a voi decidere se sarà un piccolo o grande successo. Io ho fatto il mio. Ringrazio gli spiriti buoni del Pantheon cinese che mi hanno ispirato. Chissà, mi piacerebbe farlo tradurre in cinese. Tutto dipenderà da come andranno le vendite. Intanto mi sono comprata Strange Stories from a Chinese Studio, di Pu Songling, sempre meglio imparare dai maestri. Sono un po’ emozionata, ma spero non si veda troppo. Buona lettura!

Wuxia, principesse, maghi e la rivolta dei Yihequan

unobisMentre l’uscita di Le paludi di Baton Rouge si posticipa a data da destinarsi, mi è venuta la folle idea (sono una fucina di idee) di scrivere un wuxia. Chi ama l’Oriente certo conosce questo termine, per gli altri rimando alla voce wikipedia. Detto in breve è una storia avventurosa di ambientazione cinese, che non disdegna derive fantasy ( e ho scoperto ci sono due termini cinesi per definirle: Xianxia e Xuanhuan). Per cui magia, incantesimi, maghi spiriti, fantasmi, chi più ne ha ne metta, possono essere personaggi e punti cardine della storia. Io ho scelto un periodo storico relativamente recente (recentissimo se consideriamo la millenaria storia cinese) l’inizio del XX secolo, anzi proprio il 1900 per essere precisi, l’estate del 1900. E’ un racconto breve, 20,000 battute ma tutt’altro che facile da scrivere. Un po’ perché ci si confronta con un genere nobile e anche se è un po’ trascurato, almeno in Italia, ricco di possibilità. Poi non sono cinese, e questo già da solo può incidere. Ma il periodo della rivolta dei Boxers, è il periodo storico cinese che conosco meglio, per cui mi sono buttata. Naturalmente questa è una storia di fantasia. I personaggi storici che vi partecipano, sono fittizi e funzionali alla storia, che contiene un piccolo colpo di scena, che di certo non anticipo, fossi matta. Il racconto è pronto, solo da rivedere, fare la copertina, poi lo metto online, curiosa di vedere che accoglienza riceve. Non lo credevo ma in pratica la storia si è scritta da sé, dovrò rivedere Le implacabili lame di Rondine d’oro, questo sì, mi serve nuova ispirazione, ma magari diventa un filone prolifico, chi può dirlo. Che Pi Yao mi porti bene.

Message in a bottle

messaggiobottigliaWikipedia dice:

A message in a bottle (abbreviated MIB) is a form of communication in which a message is sealed in a container and released into a medium, archetypically a bottle released into a large body of water.1

Ormai i post in questo mio blog hanno assunto la forma e la sostanza dei classici messaggi nella bottiglia, sì quelli delle vignette nella Settimana Enigmistica, quelli che sparuti naufraghi su isolotti persi nell’Oceano gettano chiusi in una bottiglia, in balia delle onde. Insomma il rapporto tra causa e efeftto, sifa dilatato e soprattutto misterioso. Ma è divertente metterli in acqua, magari fra 20 o 40 anni, (ok ne avrò 90, ma non stiamo a sottilizzare) mi porteranno buffe risposte, sempre che WordPress resista e conservi questo blog. Dunque vediamo, sebbene ami scrivere, mi manca disciplina, e per uno scrittore è un peccato imperdonabile. Bisogna scrivere scalette e rispettarle. E scrivere, scrivere, scrivere. Attualmente ho due idee che mi frullano per la testa. Dedicarmi alla saggistica, e riprendere le fila di un monumentale saggio, (che sì ho intenzione, follia!, di autopubblicare) dal titolo quanto meno barboso: La condizione della donna nella Cina dei Qing, e poi qualcosa di diametralmente opposto. Crearmi due pseudonimi, uno per i romanzi storici che ho scritto e scriverò, e uno per i noir, thriller, polizieschi. Con Shanmei resterò fedele solo alla narrativa breve, che tra l’altro adoro. Dunque rendo edotto te che tra 20 anni aprirai questo messaggio nella bottiglia, dei miei programmi. E’ possibilissimo che tra vent’anni non ci sarò manco più, o prenderò il sole su un’ isola tropicale, chi può dirlo, ma è un primo passo sulla via della pianificazione. Qui dall’Antartico è tutto, a voi la linea.

Dunque, vi racconto una storia

vince

Non torno sul blog da luglio. Avevo fatto un bellissimo contest per scegliere la copertina del primo romanzo che avrei pubblicato su Amazon, e poi sono sparita. Lo so non si fa, è da maleducati. Ma la mia intera carriera di scrittrice è piuttosto tormentata. Amo scrivere, questo sì, e chi è contagiato da questa droga può capirmi. Ma poi sapete ci sono altri impegni, altre priorità. Qualche settimana fa mi sono decisa. Rivedo il file, gli faccio fare qualche giro di bozze e poi pubblico. E intanto, a caccia di refusi, rileggo il romanzo, come un lettore qualsiasi, non ricordandomi un’ accipicchia di dove la storia andava a parare. E beh? Nel file che ho manca la parte centrale del finale. La storia giace sospesa sul precipizio. E non ricordo niente, quello è il tragico, non ricordo come i fili si sarebbero congiunti, come gli interrogativi si sarebbero svelati. Avrò salvato il file completo? Credo di sì, ma su accidenti di dischetti. E da quando ho comprato il computer nuovo, non c’è più il lettore di dischetti. Morale: corri su Amazon, compra il drive esterno per lettura floppy, e incorciamo le dita. Immaginatevi tutto sto casino, e il file completo non l’ho salvato? Prego Dio che non sia così. Mi toccherebbere riscrivere la parte finale tutta da capo, e ormai la storia è una storia del passato, chiusa in un altrove non ben definito. Ma si può essere così citrulli? A voi è mai successo? Spero proprio di no. Comq vi terrò aggiornati. Qui dall’Antartico è tutto, a voi la linea.

:: Il brivido dei resi

formina-per-uovo-teschioCome ogni autore self che si rispetti ho vissuto il brivido dei resi, e in effetti non è piacevole. Non che a un lettore non possa piacere ciò che scrivi, ma che arrivi a farsi risarcire cifre così irrisorie è perlomeno singolare. Infatti io vorrei vedere la faccia di uno che si fa restituire 99 cent. No, sul serio. Cioè ha letto l’ebook, non gli è piaciuto e invece di scrivere un’ onesta stroncatura al calor bianco, che fa? Si dice non lascerò scialacquare a questo autore della pauta ben 0.99 cent, beh in questo caso in dollari americani devo vedere il cambio, perché il mio primo reso arriva da Amazon.com. O c’è un errore, credevo fosse in inglese, (anche se è evidente che c’è scritto edizione italiana). Dopo essere stata piratata, (manco fossi Connelly) era giusto che provassi anche il brivido dei resi. Sono un po’ tappe obbligate, ci passano tutti gli incoscienti che si autopubblicano su Amazon. L’effetto sì un po’ è destabilizzante, si teme l’effetto a cascata, che tutti i tuoi lettori si facciano risarcire e magari ti chiedano le scuse. Scritte. Dai ammettetelo sarebbe il prossimo passo. Dai ammettete anche che è divertente. Se non dipendesse il pagamento delle tue bollette sarebbe davvero divertente. Per ora non vivo ancora delle vendite dei miei ebook, mi ci pago forse un cappuccino e una brioche, al massimo una pizza, se riunisco tutti i cent dei vari mesi, per cui riesco ancora a guardare la cosa dal suo lato bizzarro. Comunque è un’ opzione di Amazon, infondo una tutela per il consumatore, se non fosse usata anche dai solerti pirati, che come è giusto non vogliono lasciare alla vittima nei loro loschi intrighi ben 0, 99 cent. A questo punto chi difende l’autore? Nessuno è logico. Bisogna affidarsi all’onestà dei lettori. E ha anche il suo fascino. Spero che i miei lettori siano tutte persone fantastiche, spero di meritarmi i migliori lettori in circolazione. E’ un patto di fiducia infondo. Ma tornado ai resi, dato che sono curiosa, mi piacerebbe che pur permettendo questa clausola, Amazon chiedesse il motivo e lo comunicasse all’autore. Ah, aspettate dato che sono un consumatore anche io, vado a farmi risarcire la macchina da caffè tempestata di diamanti che ho comprato, l’uso non mi soddisfa affatto. Alla prossima.

Habemus recensionem! #3

urlo-homerDue nuove recensioni! Mi chiedevo come farò quando saranno centinaia. Scherzo, scherzo, penso non lo saranno mai. Comq ogni commento dei lettori è prezioso, e io lo festeggio con questi post un po’ naif. Allora abbiamo un commento al secondo volume di racconti e uno al racconto Il castello di sabbia. Continuo a pensare che i miei lettori siano troppo buoni, ma è bello avere lettori così. Un giorno leggerò una recensione da una stellina da un lettore profondamente insoddisfatto, e in quel momento si parrà la mia nobilitate, ma promettò segnalerò anche quelle, nasco recensore e quindi do molto valore anche ai pareri negativi e alle stroncature. Non che le inviti o mi facciano piacere, ma sono le regole del gioco. Uno scrittore che non le accetta dovrebbe cambiare mestiere.

Otto racconti flash, si divorano in un quarto d’ora e soddisfano appieno, esattamente come nel primo volume. L’autrice scrive benissimo e in poche righe è in grado di lasciarti impresso sulla faccia un sorriso ebete, una smorfia di amarezza, un brivido lungo la schiena.

qui I Racconti di Shanmei #Vol2

Lo stile è secco e veloce, per niente pomposo, perfetto per questo numero di parole; il protagonista non è originalissimo (poliziotto vizioso dalla vita rovinata) ma in racconti del genere ci sta sempre bene. In conclusione un lavoro molto buono.

qui Il castello di sabbia

 

Gli pseudonimi sono maschere

mteatroantico3_maxGli pseudonimi sono maschere. Riflettevo su questo ieri sera viaggiando su Amazon. Molti pubblicano più che altro narrativa erotica sotto pseudonimo. Ma ci possono essere altri motivi. Volere tenere le carriere separate, per esempio. Ci sono ricercatori universitari con fior fiore di saggi all’attivo, che quando pubblicano anche solo narrativa usano uno pseudonimo. Alcuni non vogliono essere raggiunti, non vogliono nessun contatto coi lettori, vogliono tenere la vita lontana dall’ editoria e dalla letteratura. Pensiamo a Elena  Ferrante. Ma gli esempi illustri sono tanti. Penso per esempio a Salvatore Albert Lombino, nome che anche a me fino a poco tempo fa non avrebbe detto niente. E invece era Evan Hunter, e con lo pseudonimo di Ed Mcbain ha scritto opere felice che nessuno sapesse chi fosse. Una maschera dicevamo, una forma di polizza sulla propria libertà artistica e personale. Se si scrive narrativa scadente, biecamente commerciale, fatta per far cassetta, e anche i grandi l’hanno fatto, lo pseudonimo diventa una prigione. Ma lo sai chi è tal dei tali?  E quando questo piccolo segreto sfugge al controllo sono guai, vergogna e ignominia.  Alcuni sono fermamente contrari allo pseudonimo, lo vivono come una vera truffa ai danni del lettore, ancora di più quando il gioco diventa eccessivo e magari per scherzo ci si trova a recensire se stessi. Praticamente come scrivere stroncature farlocche ai libri dei concorrenti su Amazon. Sono cose che non vengono perdonate, che incidono molto negativamente sulla percezione che gli altri hanno di te. Come altri intendo i lettori. Al rispetto che hanno di te. Shanmei è il mio portafortuna. Con rapide ricerche in rete chi sono lo si scopre. Se voglio separare la mia vita da ciò che scrivo mi toccherà cercarmene degli altri. Ma anche lì un buon segugio fa infretta a sgamarti. Se appunto lo usi per loschi fini può essere triste. Meditate gente.

Sondaggio, quale preferite?

Ecco tre copertine da me ideate per un racconto di circa 4.000 parole che avevo conservato e mai pubblicato. Qualche hanno fa me l’aveva chiesto un editore, poi non so bene perchè, sapete nella vita capitano queste cose, non gliel’ho mai inviato. Così l’ho qui fresco fresco, pronto per le stampe e già impaginato. Se dovessi attribuirgli un genere direi noir regionale,  non siamo nella assolata Miami, nella piovosa Seattle, nella caotica Los Angeles, ma nella periferia torinese. Protagonista uno sfigato poliziotto con il vizio del gioco. Si metterà nei guai? Certamente, e la storia infatti racconta come, quando e perché. E’ una storia politicamente scorretta, non vi invito a immedesimarvi con il protagonista, anzi per certi versi siate liberi di detestarlo. Non si ispira a personaggi reali, per lo meno il protagonista, l’unico poliziotto che ho conosciuto faceva la scorta ed era (anzi è ancora) una degnissima persona. Caso a parte i personaggi collaterali, e una nota apposita spiega i particolari. E’ un capolavoro? Io non credo, ma ha una sua dignità, per cui lo pubblico. Unico ostacolo la copertina, appena scelta sarà disponibile su Amazon. Se scopro come, anche in cartaceo. Dunque fatevi avanti, quale preferite?

I racconti di Shanmei #Vol2 – In lavorazione

tumblr_nvup8h1pon1sfie3io1_1280 Allora i racconti del volume 2 ci sono, sono stati scelti e sono Il negozio dell’antiquario, Asimov e la famiglia Brambilla, Manichini, Conseguenze, Un colpo di fortuna!, L’avvitatore di penne, Non c’è posto al mondo, Vedo e prevedo. 8 racconti su cui il mio editor sta ancora lavorando, e vi confesso sono piuttosto in ansia e curiosa (quanto voi spero) di vedere cosa verrà fuori.  Non sono di quelli che criticano il lavoro del proprio editor costringendolo a spiegare in sanscrito ogni singola correzione o modifica, ma lo spirito di David Foster Wallace si vede staziona intorno a me, mettendomi il dubbio: e se diventeranno altri racconti? DFW ce l’aveva coi traduttori, avercela in senso molto lato, riteneva che i suoi libri fossero troppo americani per poterli tradurre, che insomma le traduzioni sarebbero state altri libri. Io sono più fiduciosa e fatalista. E non oso disturbare il lavoro di un professionista che sta mettendo il suo tempo al mio servizio per chiedere lumi. Non c’è niente di più fuori luogo che un autore in ansia, quasi stesse fumando sigari davanti a una sala parto.  Anche se spero che per Natale potremo uscire, così potrò accontentare due dei miei lettori che hanno chiaramente espresso il desiderio di leggere un seguito. Quella che vedete su è l’immagine che ho scelto per la copertina, sempre che la Coca Cola non mi faccia causa, ma la testa del baldo giovane copre in parte il marchio, quindi forse sono salva. :: Shan

Habemus recensionem!

urlo-homerIl mio latino maccheronico sta a significare una certa sorpresa e una certa emozione nel scoprire che il mio ebook ha guadagnato ben due recensioni, la prima ieri e la seconda oggi. L’ho scoperto per caso, Amazon non avverte, e mi sono trovata 4 stelline accanto al titolo. Immaginatevi la mia faccia, ma questa è un’altra storia. Entrambe le recensioni sono da 4 stelline, non un gradimento da strapparsi i capelli, ma una cosa più moderata, rassicurante. Insomma ai primi due lettori i miei racconti sono piaciuti e hanno trovato il tempo di manifestarlo, per cui li ringrazio. Non è scontato che piacciano, sono racconti forse un po’ strampalati, ma spero divertenti. La narrativa breve è sempre un rischio, specie se si sceglie un genere tra il surreale, l’ironico, e il satirico.  Non è detto che la propria ironia sia sempre accettata, capita e trovata divertente. E’ una scommessa, forse in perdita, non c’è nulla di più grottesco di uno che si crede divertente e in realtà non lo è affatto. Ma dato che io raccoglierò come medaglie al valore anche le critiche più feroci, esulto e ve ne cito qualche assaggio:

Se vi aspettate che la realtà sia lì per coccolarvi con la sua placida e noiosa normalità non dovete leggere questi racconti.

Una lettura rapida e diversa dal solito, letteraria e divertente.
Ideale per un pomeriggio di pioggia.

Le splendide rose di zia Meg è il mio racconto preferito.
Attendo un secondo volume.

Per il link diretto qui

Il ghiaccio è rotto, aspettiamo le altre!

Sono il lettore, comando io

Bart-Leggevo su un blog, che visito spesso quando posso e voglio passare del tempo di qualità in letture divertenti e intelligenti, di un dibattito nei commenti a un post a proposito di un’ annosa questione: cosa scrivere lo decidono i lettori o gli autori? Sembra un paradosso più che una questione ma sono certa che in qualche sala macchine di qualche ufficio marketing il problema se lo sono fatto, rispondendosi anche seriamente. Spesso gli autori, anche autori blasonati non proprio alle prime armi, ricevono richieste precise: il tal genere (mettete voi un genere a piacere) sta andando per la maggiore, sfornatemi un libro che parli di questo e di quello.  Non è detto che siano così brutali, a volte si può suggerire senza ordinare, ma la sostanza è questa, si deve scrivere cosa il pubblico vuole e soprattutto compra. Direte voi e il sacro diritto dell’autore a vedere rispettata la sua creatività, a permettergli di andare dove lo porta il cuore? quando si parla di soldi anche questo sacro diritto può riposare in qualche sgabuzzino con le scope. Senza troppi sensi di colpa. Ma il punto reale è: è una cosa positiva, nell’economia della narrazione porta a dei frutti? Alcuni lettori sono convinti di scegliere loro, non cosa leggere ma cosa un autore debba scrivere. E non lo considerano una violazione dei diritti dell’autore, ma un loro preciso diritto. Quando in realtà le manipolazioni che subiscono sono tali e tante che è difficile enumerarle, anche senza abbracciare le tesi più estreme di complottismo libero come disciplina olimpionica. Anche solo la disposizione di libri in una libreria di catena e non solo infleunza il lettore, e ci sono studi precisi in merito. Come i trend di mercato. Dopo le Sfumature, tutti a scrivere letteratura erotica o pseudoerotica, dopo Il codice da Vinci, quel che segue. Omologando gusti e aspirazione o veicolando interi concetti o scuole di pensiero. Il concetto di imitazione sembra prevalere. E in modo deleterio. Non si imita cosa è migliore, ma cosa è commerciale. Tarpando le aspirazioni artistiche degli autori, a tutto discapito della qualità delle opere che poi i lettori si troveranno a leggere. Insomma ci perdono tutti. Poi ci sono i casi estremi: gli autori che scrivono per sé. Non vogliono un pubblico, un confronto. Liberissimi, direte voi. Certamente, questo è il bello della letteratura. Si possono scrivere opere sperimentali, pensiamo a Finnegans Wake di Joyce, dove nessuno o quasi è destinato a capirci niente. Sono sfide, affascinanti se vogliamo e forse economicamente destinate al fallimento. Ma ben vengano. Ormai ci sono programmi che ti eprmettono di leggere le storie che tu vuoi leggere, modificando trame, personaggi. Rendendo superfluo l’autore. Se questo è il futuro che vogliamo. Saremo accontentati.

Se volete seguire lo scambio di battute di cui vi dicevo, potrete trovare tutto qui.

Audiobook mon amour

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E oggi in questo tardo pomeriggio di fine autunno parliamo di audiolibri. Sotto il piumone, con una tazza di cioccolata calda o the fumante, la pioggia che cola fuori dai vetri, cosa c’è di meglio che gli auricolari nelle orecchie  e il suono delle parole di un lettore che vi narra storie fantastiche di altri mondi. Alt! Bene non funziona proprio così. Se già il libro è in crisi mi dicono che l’audiolibro sta ancora peggio. In Italia, almeno. Non se ne vendono moltissimi, anche se molto dipende dal lettore e dal libro letto. Tuttavia è un metodo di fruizione ancora di nicchia. Una lettrice, molto brava, ha letto un mio racconto. Ne ha fatto un viedo e l’ha diffuso. Ne sono contenta naturalmente, ma riflettendo pensavo a cose come: i miei racconti sono adatti a essere letti ad alta voce?, i lettori comprerebbero audiobook, certo professionali e tutto? quanto la bellezza della voce, l’intonazione, l’empatia del lettore incide rendendo belli anche testi oggettivamente mediocri?  sono più belle le letture dal vivo? Devo essere sincera, è piuttosto emozionante sentire leggere un proprio racconto. Sembra provenire da una costellazione remota. Rende diversamente dalla semplice lettura silenziosa. La voce amplifica, tutto, in bene o in male. Il racconto letto è A sud di Cimarron, un mio omaggio al vecchio West. Río de los Carneros Cimarrón è un fiume che attraversa Nuovo Messico, Oklahoma, Colorado e Kansas, ma anche il soprannome di Glenn Ford in Cimarron, film del 1960 di Anthony Mann, e un personaggio in I cowboys, il mitico A Martinez si chiama così.  Per dirvi che questa parola evocava in me molto dell’epopea del vecchio West. Ci manca solo la musica di Ennio Morricone.

Pirati a babordo!

mira73La filibusta (o meno comunemente filibusteria) era un’associazione di corsari e pirati (detti filibustieri), venuti dalla Francia, Inghilterra e Paesi Bassi, che operava nel Golfo del Messico intorno al 1700, noti per i loro attacchi alle coste e ai possedimenti spagnoli. (fonte wikipedia)

Anche i mari del web sono infestati da pirati e filibustieri. Prendono gli ebook, specialmente degli autopordotti (non solo, ma per loro il danno è più devastante) e li mettono su isole della Tortuga digitali, siti appositi dove è possibile scaricare tutto gratis. Le istituzioni, la polizia postale, San Gennaro non fanno niente e queste realtà prosperano indisturbate. Scaricare libri gratis su questi siti pirati è illegale e soprattutto uccide gli autori che potranno legittimamente smettere di scrivere e pubblicare. E non parlo di ebook da 11 o 15 Euro, qui si parla di ebook dai 0,99 Euro ai 3 o 4. Miei colleghi da più tempo sul mare infestato dell’autopubblicazione mi parlano di un calo dei loro guadagni del 75%. Scoraggiante, direte voi. Che fare dunque? Fare chiudere questi siti è un po’ un’ utopia. Ora sono pubblici, ma potrebbero sempre diventare privati in qualche forum, o in qualche gruppo segreto su Fb. Le possibilità per delinquere sono innumerevoli e variegate. E la cosa grave è la mancanza di percezione del crimine. Il danno che si reca, senza accorgersene. Perchè dubito che si sia consapevoli del male che si fa. Parlo dei lettori che scaricano ebook, non certo di chi gestisce questi siti, immagino per lavoro, guadagnandoci, scaricando virus, pubblicità e porcherie di tutti i generi nei computer di chi, incauto, li utilizza. E non certo il ladro con mascherina nera che li ruba e li diffonde li. Spero non gratis, se no sarebbe sfruttamento pure il suo. Quindi chi può interrompere tutto ciò? Solo i lettori. Solo i fruitori possono fermare questo fenomeno. Smettendo di scaricare ebook pirati. Smettendo di danneggaire tutta la filiera di traduttori, impaginatori, illustratori, scrittori. Dietro un ebook c’è il lavoro di tutti loro. Che un bel giorno smetteranno semplicemente di farlo. E voi non avrete più nuovi ebook. E’ semplice.

Ci vuole pazienza!

Word Cloud "Crowd Funding"Sì, mi dicono di avere pazienza. Cosa credevo io? Che appena sbarcata su Babelcube frotte di traduttori mi avrebbero inseguita per tradure i miei lavori? Evidentemente non è così e ormai sto meditando di chiudere l’account. Proposte non ne ricevo e mi sono stancata di farne. Cercherò traduttori autonomamente, forse è la strada migliore. Almeno per me. Era una buona opportunità, almeno sulla carta. E so che c’è gente che la utilizza con profitto. Proverò altre strade, poi l’idea di fare diventare Babelcube il distributore dei miei lavori non è che mi faceva proprio impazzire. Quindi non tutto il male viene per nuocere. Accordi non ne ho ancora siglati, posso sempre uscirne. L’idea che il traduttore partecipasse agli utili, senza anticipi, o altro, per uno scrittore squattrinato è una sirena allettante, ma forse che so è meglio fare un crowdfunding , alternativa che non ho mai preso veramente sul serio. Ma si potrebbe fare per fare un audiobook, una traduzione appunto, magari un booktrailer professionale. Le possibilità sono quasi infinite, basta scegliere la piattaforma giusta. Basati sull’esperienza di chi ha fatto crowdfunding riusciti. Ci penserò, non si sa mai.  Shan ::

“Hey man, have you a tenner for me?”.

Betty Boop, (lobbycard), 1930s

Betty Boop, (lobbycard), 1930s

In questi giorni convulsi sto traducendo i miei racconti in inglese, creando una lingua che ammetto non esiste. È divertente. Dubito che nessuno parli, in nessun angolo del globo anglofono,  come io faccio parlare i miei personaggi. Punto di forza? Punto di debolezza? Vedremo. I miei racconti si prestano ad essere tradotti, anche un po’ snaturati. Gli euro diventano dollari, i chilometri, miglia. Ho letto qualche tempo fa un libro dal titolo Decolonizzare la mente di Ngugi Wa Thiong’o, in pratica l’autore rivendica il diritto di scrivere in un suo remoto dialetto africano e non nella lingua della colonizzazione. Naturalmente dice molto altro, molto più profondo e ben argomentato, ma questo punto mi ha davvero colpito. L’italiano è la mia lingua, la lingua con cui penso, sogno, scrivo racconti. La mia lingua materna con cui ho imparato a parlare. L’inglese è venuto dopo, sui banchi di scuola, ascoltando le canzoni dei Beatles. E il mio inglese sarà sempre specificatamente mio. Ci sono parole che detesto, e non uso mai, pur conoscendone il significato. Ci sono modi di dire che mi diverteno (fishing for compliments), ci sono altri che non userei mai. Poi c’è un registro inglese britannico, americano, australiano. Io shakero tutto con effetti a volte esilaranti. L’inglese si presta, forse più del francese, a questo mescolamento. L’inglese è una lingua matematica, molto duttile. Ha un registro alto, molto aulico, quasi shakesperiano, e uno grezzo, popolano, forse più vivo e sempre in fase di evoluzione. Ci sono parole gergali utili per esprimere stati d’animo specifici di alcune etnie, comunità, religioni. Non sono una traduttrice professionista, mi guardo bene da spacciarmi per tale, ma ho avuto modo negli anni di tradurre testi inglesi contaminati da parole specifiche riscontrabili solo in alcuni paesi dell’est europeo o del sud est asiatico. Stiamo a vedere cosa succederà.

Spinaci a colazione

553052-popeyeAvevo preparato un articolo programmato per sabato 14, ma il clima surreale in cui stiamo vivendo mi aveva proprio fatto passare la voglia di revisionarlo e postarlo. E’ un po’ come se i fatti di Parigi mi avessero precipitato in una grande paralisi, dove anche pensare, non solo scrivere (di miei ebook), fosse fuori luogo. Ignorare cosa è successo è un po’ impossibile, soprattutto perchè avrà delle coseguenze. Sicuramente drammatiche. Per tutti. E a questo sinceramente penso in questi giorni. Nel post fantasma che non ho mai terminato volevo parlare di newsletter, promozione editoriale e concorrenza sleale. Cose che in questo momento mi sembrano così poco importanti, marginali. Sono in fase di elaborazione di un lutto, un lutto collettivo. Non solo per i fatti di Parigi, e sono arrabbiata. Sì, dopo lo choc c’è la rabbia. Ed è sbagliato fermarsi. E’ sbagliato interrompere le nostre attività quotidiane, o smettere di viaggiare, o smettere di informarsi come se dei fili fossero stati recisi e fossimo caduti tutti in una grande voragine. Io da parte mia continuerò a revisionare i miei racconti, ho iniziato a tradurli, continuerò. Ci sono dei refusi nell’ebook pubblicato. Li correggerò. Sì, credo che farò così.

Babelcube e zollette di zucchero

royaltyDunque sono da qualche giorno su Babelcube e ne sto testando il funzionamento. Ho mandato qualche proposta, ma il bello è che ne puoi ricevere anche dai traduttori. Il mio libro forse non è tanto allettante, sei racconti di una serie, ma vediamo come va. Intanto ringrazio i miei 4 (manzonianamente parlando, Amazon ti vieta di essere più esplicita) lettori e inizio a dibattermi con il problema “Promozione”. Drago pluricefalo piuttosto inquietante. Da un lato ti dici se non parlo del mio ebukkino nessuno può sapere che c’è. Dall’altra se asfissio amici e conoscenti, ammettiamolo non è una bella cosa. Poi io sono timida di mio. Figurarsi. Chissà come sarà fare promozione in un paese estero dove proprio non hai punti di riferimento. Beh, vedremo. In inglese vedrò di tradurli io, anche se mi rendo conto che non sto proprio rimanendo fedele al testo. Sto in pratica scrivedo altri racconti. Chi me lo vieta? Vi faccio un esempio. “Ehi amico” della versione italiana, diventa prepotentemente “Hey man“. Chi me lo impedisce? Me lo potrebbe impedire l’autore. Ma l’autore sono io. Cioè tanto per dire un traduttore, se è un buon traduttore, magari riesce a rendere i testi anche più belli degli originali. Concetto affascinante, ammettiamolo. E adesso torniamo a lavorare. A presto. :: Shan

Le recensioni sono importanti

Scrivere-un-libro

Lo credo fermamente o non le scriverei. Non come mero veicolo promozionale, ma soprattutto pensando a quelle dei letttori, come forma di comunicazione privilegiata tra gli autori e il prorio pubblico. Agli scrittori fa piacere ricevere recensioni, anche se dovessero essere negative. Non solo per vanità. Certo le recensioni negative sono fonte di ansia e preoccupazione, ma a volte sono bellissime, appassionate, non una serie di insulti senza grazia. La storia della letteratura è piena di stroncature illustri, scrittori che hanno stroncato in punta di penna altri scrittori. Un piacere dell’intelligenza leggerle. Certo se non sono scritte per meschini motivi o vendette personali. Ma anche in quei casi dice più una recensione del recensore che del libro letto. Ed è bello dar la possibilità al lettore di dire la propria. Non tutti sanno scriverle, ma non ci vogliono tanti strumenti tecnici per dire che un libro è bello, ci ha fatto emozionare, pensare, ci ha divertito. Quelli che dicono che le recensioni non sono importanti semplicemente si sbagliano. Forse perchè non vedono un riscontro monetario immediato. Ma le recensioni sono una ricompensa. Un di più che generosamente il lettore di offre oltre il prezzo del libro. Una parte di sè, forse ancora più preziosa dei soldi. Sicuramente più intima. Invito quindi tutti a scrivere recensioni dei miei libri dicendo in tutta sincerità cosa pensano. Ho le spalle larghe e soprattutto un senso preciso dei miei limiti. Non sono permalosa, non sicuramente in questo caso, per i motivi sopra esposti. Non sono vendicativa. Non cambierò un giudizio positivo su una persona solo perchè non ama i miei racconti. Ci mancherebbe. Ho ricevuto le critiche più feroci da gente che mi voleva veramente bene. Quindi. Resto in attesa.