Jake – L’estate non è una stagione felice

by Giulia

1

Non scrivo solo narrativa breve, sebbene la preferisca. Ho scritto anche testi di -enne mila pagine. Quelle cose da 70 e subia capitoli che rientrano a pieno diritto nella classificazione “romanzo”. Anzi prima ho scritto romanzi e poi racconti. Anzi prima ancora ho scritto poesie. Ma naturalmente sto divagando. Per tornare al punto sto facendo tradurre un mio romanzo, un hardboiled vintage anni ’50. Una storia nata nel mio periodo chandleriano, e un pochino anche elloroyano. Con un pizzico di Scott Fitzgerald, un omaggio perlomeno al Grande Gatsby. Queste almeno erano le intenzioni. Anche se sono abbastanza soddisfatta. Come quei falsari che se la ridono delle case d’asta. Ci ho messo anche del mio, ma queste sono le origini, le letture almeno di quel periodo che bene o male influenzano l’immaginario.  Chandler, Ellroy,  Fitzgerald, e una punta di China Town. Di Polański. Un omaggio nell’omaggio. Mi sono molto divertita a scriverlo questo romanzo. Forse è un mediocre esperimento narrativo, non vincerà mai alcun premio, ma ci sono affezionata. Di cosa parla? Di uno scalcagnato detective privato, reduce dalla Corea, e da anni di onorato servizio nella polizia di Chicago. Ora diventato perlopiù un alcolizzato, che si accontenta di squallidi lavoretti, e gioca alle corse. Mentre scrivevo la storia avevo in mente uno alla Sam Shepard, voi immaginatelo come preferite. Un giorno (vive nel sottobosco malavitoso della Los Angeles anni ’50) il suo padrone di casa, un italoamericano un po’ sciroccato, gli chiede un favore. Un gangster del periodo cerca una donna, e lui gliela deve trovare. Da qui in poi non mi dilungo, ma la lei della storia si chiama Grace. Va beh qualche cos’altro ve la dico, lo scalcagnato investigatore se ne innamora, e questo naturalmente complica le cose. Allora vi ho incuriosito? Lo spero. Non so se uscirà in italiano, preferisco prima pubblicarlo in inglese. Il mio traduttore mi ha promesso che proverà a finire il lavoro prima di Natale. Quindi c’è ancora da aspettare. Però ci tenevo a dirvelo, a condividere con voi questo progetto.  Il titolo provvisorio è quello lassù. Ma è l’unica cosa di cui non sono sicura, ci mediterò ancora su.

Advertisements