Aiuto, un topo!, anzi un refuso

by Giulia

ratLa guerra ai refusi si sa è sempre aperta. Sono insidiosi, malvagi, cattivi. Si annidano nei posti più impensati e colpiscono a tradimento. Sono una delle undici piaghe di Egitto, per chi pubblica, specialmente su Amazon. Se segnalati, il Boss avvisa lo scrittore di correggerli al più presto. Pena? Non ho ancora indagato, in tal senso. Comunque bisogna farlo, ne va della qualità dello scritto. E certo tutti concordiamo che è meglio che in un testo refusi non ce ne siano. Tre o quattro passino, quando sono di più diventa anche faticoso leggere. Avendo avuto a che fare per lavoro con bozze non corrette, so di cosa parliamo. Se sono ad ogni riga, si sacramenta per un po’ e si sospende la lettura. E’ impossibile continuare. Stessa cosa per una cattiva impaginazione, per mancanza di paragrafi, per assenza di punteggiatura. Leggenda metropolitana vuole che copie così (totalmente illeggibili) circolino su Amazon, che prontamante le fa ritirare e ingiunge al reo di provvedere. Come mi regolo io? Di solito rileggo il testo più volte, ma per un meccanismo perverso, mentre i refusi degli altri li noti subito, i tuoi si nascondono. Hai in mente il testo, per uno strano gioco di miraggi desertici e fatemorgane, la tua mente proietta la parola scritta correttamente. Onde per  cui mi sono servita di correttori bozze, (a cui sono sfuggiti refusi pure a loro). I migliori alleati però sono i lettori, te li segnalano, e tu provvedi a correggere e pulire il testo. Ne ho di lettori così gentili. E non smetterò mai di ringraziarli. Non mi offendo insomma se me li fate notare. Nessuno è perfetto, ma uniti siamo una forza. Shan::

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