Le fonti, le ricerche, il duro lavoro e tanti caffé

by Giulia

1 Comunque cosa stavo facendo in questi giorni? Stavo facendo ricerca e raccogliendo le fonti su cui basare la parte storica dei miei racconti coloniali. Il primo tomo che ho comprato, è stato Le regie truppe in Estremo Oriente 1900- 1901, a cura dello Stato Maggiore dell’Esercito, di Ludovica de Courten e Giovanni Sargeri. Diciamo un testo imprescindibile se si vuole un po’ avere un’ idea generale di quello che successe. E’ del 2005, ma corposo (poco più di 500 pagine), e scritto da storici affidabili. Poi mi sono ri- letta Gli italiani che invasero la Cina, Cronache di guerra 1900- 1901, di Fabio Fattore, questo comprato un po’ di anni fà, (ebbi modo di scambaire qualche mail anche con l’autore), e ha due bei capitoli proprio dedicati al viaggio del Giava e allo sbarco del Secondo Contingente. Poi mi sono fatta arrivare dalla mia biblioteca Gli ultimi giorni di Pechino, Reportage della rivolta dei Boxer di Pierre Loti, lo stile è ottocentesco e alquanto pesante, ma molte info sono utili, dalle condizioni del tempo (quanto nevicava quell’autunno del 1900) alla festa che si tenne sabato 11 maggio 1901, Fireworks on the Kunming’s lake di cui conservo ancora il cartoncino di invito. Poi mi sono procurata due classici sulla rivolta: La Rivolta dei Boxer di Peter Fleming (sì, il fratello di Ian Fleming) e La rivolta dei Boxer di Victor Purcell, testi su cui lavorai durante la stesura della mia tesi. Ammetto che l’ideale sarebbe lavorare e confrontare anche testi cinesi, ma la mia scarsa conoscenza della lingua un po’ mi limita, mi accontenterò di fonti in inglese e francese, e in latino (sì, i missionari avevano il brutto vizio di scrivere anche in quella lingua). Bene, per ora è tutto, torno ai miei studi, e se vi va leggete il mio primo raccontino Un gioco di pazienza: Un racconto giallo nella Cina misteriosa di inizio ‘900 e ditemi cosa ne pensate. A presto!

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