Un gioco di pazienza, ambientazioni coloniali e intreccio giallo

by Giulia

ghjScrivendo mystery coloniali credo che la maggior difficoltà sia lavorare sull’ ambientazione, ricreare lo spirito del tempo, anche la mentalità, il linguaggio, tutta una serie di sfumature che fanno sì che la storia sia realistica, e nello stesso tempo adatta e fruibile da lettori contemporanei. Per ricreare luoghi, ambienti, paesaggi ho a disposizione molte fotografie d’epoca, alcune dotate di didascalie, mentre su altre dovrò lavorare più di fantasia e vedere cosa mi ispirano. Pronto lo scenario, come lo sfondo di uno spettacolo teatrale, bisogna inserirvi un intreccio giallo credibile, un’ indagine fatta di indizi, testimoni, presunti colpevoli, e l’acume dell’invetsigatore che dirime vero e falso. Questo primo racconto, dal titolo Un gioco di pazienza, parte in media res, nel 1902 (la serie andrà dal 1900 al 1905, ripercorrendo fedelmente almeno dal punto di vista temporale il viaggio in Cina del mio bisnonno) e ci fa conoscere il protagonsita alle prese con un delitto, l’omicidio di un ricco francese avvenuto in un ristorante. Del delitto viene accusato un camieriere cinese, amico del cameriere cinese del protagonista. Tutto ruota intorno all’ambasciata giapponese, e scopo dell’indagine più che trovare il colpevole è salvare gli innocenti. E’ una storia molto breve, gisuto un esperimento, per vedere se il mio stile si adatta a questo genere di gialli, se insomma i lettori apprezzano o meno. Il protagonista è liberamente ispirato a un personaggio reale, di cui prende molti connotati sia fisici che psicologici, ma molto di lui è pura invenzione. Al giallo innesto la spy story, il tipo di clima internazionale respirato nella Cina di quel periodo si presta a queste contaminazioni. Ci giocherò parecchio, quindi siete avvisati. Ah dimenticavo, c’è anche un bel personaggio femminile, in questo racconto non compare, è solo nominata, ma sarà fondamentale nella storia. Mi darà la possibilità di analizzare il tessuto sociale da più punti di vista, non solo quello degli italiani in Cina, anche quello dei cinesi costretti volenti o nolenti a conviverci. Bene appena sarà pronta la copertina, potrete leggerlo. Spero numerosi.

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