Shanmei

Month: March, 2017

Un gioco di pazienza, ambientazioni coloniali e intreccio giallo

ghjScrivendo mystery coloniali credo che la maggior difficoltà sia lavorare sull’ ambientazione, ricreare lo spirito del tempo, anche la mentalità, il linguaggio, tutta una serie di sfumature che fanno sì che la storia sia realistica, e nello stesso tempo adatta e fruibile da lettori contemporanei. Per ricreare luoghi, ambienti, paesaggi ho a disposizione molte fotografie d’epoca, alcune dotate di didascalie, mentre su altre dovrò lavorare più di fantasia e vedere cosa mi ispirano. Pronto lo scenario, come lo sfondo di uno spettacolo teatrale, bisogna inserirvi un intreccio giallo credibile, un’ indagine fatta di indizi, testimoni, presunti colpevoli, e l’acume dell’invetsigatore che dirime vero e falso. Questo primo racconto, dal titolo Un gioco di pazienza, parte in media res, nel 1902 (la serie andrà dal 1900 al 1905, ripercorrendo fedelmente almeno dal punto di vista temporale il viaggio in Cina del mio bisnonno) e ci fa conoscere il protagonsita alle prese con un delitto, l’omicidio di un ricco francese avvenuto in un ristorante. Del delitto viene accusato un camieriere cinese, amico del cameriere cinese del protagonista. Tutto ruota intorno all’ambasciata giapponese, e scopo dell’indagine più che trovare il colpevole è salvare gli innocenti. E’ una storia molto breve, gisuto un esperimento, per vedere se il mio stile si adatta a questo genere di gialli, se insomma i lettori apprezzano o meno. Il protagonista è liberamente ispirato a un personaggio reale, di cui prende molti connotati sia fisici che psicologici, ma molto di lui è pura invenzione. Al giallo innesto la spy story, il tipo di clima internazionale respirato nella Cina di quel periodo si presta a queste contaminazioni. Ci giocherò parecchio, quindi siete avvisati. Ah dimenticavo, c’è anche un bel personaggio femminile, in questo racconto non compare, è solo nominata, ma sarà fondamentale nella storia. Mi darà la possibilità di analizzare il tessuto sociale da più punti di vista, non solo quello degli italiani in Cina, anche quello dei cinesi costretti volenti o nolenti a conviverci. Bene appena sarà pronta la copertina, potrete leggerlo. Spero numerosi.

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Gialli coloniali, nella Cina misteriosa di inizio ‘900

1cvMesso momentaneamente da parte Le paludi di Baton Ruoge, in attesa di decidere cosa farne, mi sono incamminata in una nuova avventura, questa volta una serie di racconti, ambientati in Cina all’inizio del 1900. Niente derive fantasy, spettri, cavalli parlanti, maghi e divinità, (anche se conoscendomi è pure possibile che qualche accentricità ci sarà). Saranno più che altro gialli coloniali, una serie di indagini di un miliatare in stanza in Cina che nel tempo libero indaga su furti, crimini e delitti. Naturalmente sono storie di fantasia, che si poggiano comunque su alcuni fatti storici (considerate che le cose più assurde e incredibili, sono vere!) ispirate alla vita del mio bisnonno che fu davvero un militare in stanza in Cina tra il 1900 e il 1905. Ma non sono storie biografiche o autobiografiche, molto insomma nasce dalla mia fantasia, ci tengo a ribadirlo. Questo che presto uscirà è un breve racconto, senza pretese, giusto per vedere come sarà accolto dai lettori.  Se dovesse piacere, potrei dedicarmi ad approfondire le mie ricerche, a scartabellare quello che resta del suo epistolario, sempre per creare storie di pura fiction. I nomi sono cambiati, i fatti trasportati a mio piacimento perché non siano riconoscibili, alcune cose sono vere, ma giusto io lo saprò.  Insomma mi prendo tutti i diritti del narratore di raccontare le storie che la creatività mi ispira. Su un nocciolo di verità storica comunque presente. Ma non sono testi storici, non basatevi su di essi come fonti etc… Io mi sto divertendo, spero altrettanto farete voi a leggerli. Il mio bisnonno era di per sé una persona eccezionale, non ho avuto la fortuna di conoscerlo, morì negli anni ’50, ma dai molti racconti che ho ascoltato, mi sono fatta un’ idea abbastanza precisa su come poteva essere. Dunque che dire ancora, fuoco alle polveri.

Forse ci siamo!

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Dunque la prima stesura de Le paludi di Baton Rouge è pronta. Ho ricostruito il finale arrampicandomi un po’ sui vetri, ma il colpo di scena più importante grazie a Dio l’avevo scritto. E’ ancora da rivedere, molte cose sono da controllare, per ora è in leuttura dai miei fidati beta lettori. C’è ancora molto da lavorare, beh molto, un po’, presto lo metterò in prevendità, cercherò di darlo in pasto a Amazon e ai lettori appensa sono abbastanza convinta. Perché dovreste leggerlo? Perchè narra una storia abbastanza solida, è ambientato nella Louisiana degli anni ’60, ha per protagonista una donna poliziotto afroamericana,  insomma è una storia che piacerebbe a Trump. Comq non sta all’oste di dire che il vino è buono, per cui vediamo. E’ un noir un po’ forte, mi segnalano che è meglio definirlo novella che romanzo, è di 40 pagine, 23 mila parole. Comq nasce come un romanzo, o meglio un’ indagine poliziesca. Ci sono gli alligatori, le paludi, gli scontri interraziali, una protagonsita cazzuta, e un po’ di erotismo, giusto poco, nienete che possa sconvolgere i puristi del noir. Comunque avevo fatto un contest per scegliere la copertina, e dunque mi tocca prubblicarlo, c’era pure un vincitore che pazientemente l’aspetta. Che altro, appena sarà in prevendita vi avviso. Dal basso impero è tutto, a presto!

Facebook, promozione, e consigli vari

dfFatto l’ebook bisogna venderlo, e qui entra in gioco la promozione. Tasto dolente di ogni autore indie che non ostante l’entusiasmo, non sa mai bene come iniziare. Un concetto è chiaro: per poterlo comprare un ebook i lettori hanno bisogno di sapere che esiste. Qui non ci piove, è tanto banale questa affermazione, quanto fondamentale. La promozione è il primo mattoncino su cui un autore indie basa la sua carriera, sempre che voglia far diventare la sua passione per la scrittura un lavoro. Ciò di cui parlo comunque è esperienza vera, non si basa su teorie più o meno campate, ma su fatti, fatti che mi stanno accadendo in questi mesi. Prima regola evitare lo spam indiscriminato. E’ inutile, controproducente e vi rende odiosi. Anche se il libro che così cercate di porre all’attenzione è oggettivamente bello, curato, magari scritto per una buona causa. E poi: aprire un blog. Sì, è una buona idea, richiede tempo e impegno, ma credo che un legame straetto con il lettore passi ancora per questo strumento di comunicazione, che sebbene viva tempi difficili, (il calo dei lettori signora mia è una realtà molto diffusa) è ancora a mio avviso una delle più belle forme di condivisione che Internet ci offre. Dopo di che attivare una newsletter. Tasto per me dolente, io non l’ho fatto, so che si deve fare, anzi è indispensabile, ma per ora non so darvi dati certi in merito. E passiamo ai social, Facebook, Twitter, e compagnia cantando. Io ho una pagina autore su Facebook, che si presta a diventare davvero una potente vetrina per i miei scritti. Ma non è tutto oro quello che luccica. Insomma da pochi giorni ho iniziato a fare sponsorizzazioni su FB, niente di che, pochi euro, per promuovere il mio ultimo ebook. Ho settato per l’Italia, età 18 -65, sesso sia uomini che donne, interesse per i libri, e… niente mi sono arrivati circa 300 mi piace alla mia pagina da gente sparsa per il mondo, di tutte le nazionalità. Credo ci siano ancora cosette da calibarare nel settaggio FB. Un po’ avrò raccolto di certo spammer internazionali (per lo più indiani e pakistani), ma la cosa certa è che non è gente interessata alle mie storie, e questo naturalmente mi dispiace. Un’ altra strada da percorrere e contattare i blog chiedendo recensioni o anche solo segnalazioni. Oltre ai blogger non sarebbe male contattare anche i top recensori Amazon. Non tutti sono interessati agli ebook di uno sconosciuto, ma qualcuno si trova, e il loro giudizio e la loro recensione armata di stelline è preziosa. Lo so ci vuole coraggio, c’è il rischio di ottenere stroncature feroci da gente che magari non legge fantasy o il genere che voi scrivete, ma il rischio vale la candela insomma. Poi ci sono le recensioni e le segnalazioni spontanee, cercatele e raccoglietele come faccio io in una sezione dedicata alla Rassegna stampa. Bene per oggi è tutto, la strada è ancora lunga, ripida e non priva di ostacoli. Torno a scrivere, che per uno scrittore è sicuramente la cosa più importante.

Le Diecimila Lame della Vendetta

lame-vendettaCe l’ho fatta, per febbraio, come avevo promesso. E’ online il mio nuovo racconto Le Diecimila Lame della Vendetta, una storia di coraggio, lealtà e amicizia, alla corte di Kangxi. Qualche connotazione fantasy, (c’è un cavallo parlante, giuro) ma di per sè più azione e avventura. Con un eroina femminile come protagonista. Non trovate strepitosa la copertina? Molto vintage, stile anni 60. Che dire, spero vi piaccia, ora sto lavorando al quarto racconto, una storia un po’ più recente, ambientata a Honk Kong a metà ottocento circa. Una storia di pirati, contrabbando d’oppio, duelli, intrighi, vedrò che connotazioni fantasy darle, ma insomma spero di divertirmi a scriverla, come voi poi vi divertirete a leggerla. Per ora sono ancora nella fase documentazione, vi saprò dire qualche informazione in più più avanti. Anche questa nuova storia spero di farla uscire per marzo, che tra l’altro è il mese del mio compleanno. Quindi ora aspetto notizie da voi lettori se vi è piaciuto questo. Mi raccomando commentatemi anche su Amazon. Le vostre recensioni sono importanti.