Shanmei

Month: November, 2016

Message in a bottle

messaggiobottigliaWikipedia dice:

A message in a bottle (abbreviated MIB) is a form of communication in which a message is sealed in a container and released into a medium, archetypically a bottle released into a large body of water.1

Ormai i post in questo mio blog hanno assunto la forma e la sostanza dei classici messaggi nella bottiglia, sì quelli delle vignette nella Settimana Enigmistica, quelli che sparuti naufraghi su isolotti persi nell’Oceano gettano chiusi in una bottiglia, in balia delle onde. Insomma il rapporto tra causa e efeftto, sifa dilatato e soprattutto misterioso. Ma è divertente metterli in acqua, magari fra 20 o 40 anni, (ok ne avrò 90, ma non stiamo a sottilizzare) mi porteranno buffe risposte, sempre che WordPress resista e conservi questo blog. Dunque vediamo, sebbene ami scrivere, mi manca disciplina, e per uno scrittore è un peccato imperdonabile. Bisogna scrivere scalette e rispettarle. E scrivere, scrivere, scrivere. Attualmente ho due idee che mi frullano per la testa. Dedicarmi alla saggistica, e riprendere le fila di un monumentale saggio, (che sì ho intenzione, follia!, di autopubblicare) dal titolo quanto meno barboso: La condizione della donna nella Cina dei Qing, e poi qualcosa di diametralmente opposto. Crearmi due pseudonimi, uno per i romanzi storici che ho scritto e scriverò, e uno per i noir, thriller, polizieschi. Con Shanmei resterò fedele solo alla narrativa breve, che tra l’altro adoro. Dunque rendo edotto te che tra 20 anni aprirai questo messaggio nella bottiglia, dei miei programmi. E’ possibilissimo che tra vent’anni non ci sarò manco più, o prenderò il sole su un’ isola tropicale, chi può dirlo, ma è un primo passo sulla via della pianificazione. Qui dall’Antartico è tutto, a voi la linea.

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La storia continua

20161123_173500Dunque brutte notizie, i tempi si dilatano ulteriormente. Lo vedete sto misterioso aggeggio in foto, bene mi è arrivato oggi e mi ha permesso di controllare tutti i miei dischetti. Beh, niente da fare la versione completa del mio romanzo non ci sta. Scritto, l’ho scritto, ma parte dei capitoli finali sono andati perduti. Sono insomma da riscrivere con tutte le difficoltà riportate nel post precendente. Nun me ricordo chi è l’assassino. Mi tocca iniziare tutto da capo. Riscrivere la parte finale, inventarmi una storia interrotta nel 2002. Cosa che odio. Anzi aborro. Quando passano anni e l’onda creativa si congela è un serio casino riprendere le fila di una storia, senza creare un gap pauroso. Ho cambiato stile di scrittura, non sono più quella di allora, ma tocca rimboccarsi le maniche. Darsi da fare. Bene, non c’è altro. Ma una spiegazione dle ritardo la meritavate. Qui dall’Antartico è tutto, a voi la linea.

Dunque, vi racconto una storia

vince

Non torno sul blog da luglio. Avevo fatto un bellissimo contest per scegliere la copertina del primo romanzo che avrei pubblicato su Amazon, e poi sono sparita. Lo so non si fa, è da maleducati. Ma la mia intera carriera di scrittrice è piuttosto tormentata. Amo scrivere, questo sì, e chi è contagiato da questa droga può capirmi. Ma poi sapete ci sono altri impegni, altre priorità. Qualche settimana fa mi sono decisa. Rivedo il file, gli faccio fare qualche giro di bozze e poi pubblico. E intanto, a caccia di refusi, rileggo il romanzo, come un lettore qualsiasi, non ricordandomi un’ accipicchia di dove la storia andava a parare. E beh? Nel file che ho manca la parte centrale del finale. La storia giace sospesa sul precipizio. E non ricordo niente, quello è il tragico, non ricordo come i fili si sarebbero congiunti, come gli interrogativi si sarebbero svelati. Avrò salvato il file completo? Credo di sì, ma su accidenti di dischetti. E da quando ho comprato il computer nuovo, non c’è più il lettore di dischetti. Morale: corri su Amazon, compra il drive esterno per lettura floppy, e incorciamo le dita. Immaginatevi tutto sto casino, e il file completo non l’ho salvato? Prego Dio che non sia così. Mi toccherebbere riscrivere la parte finale tutta da capo, e ormai la storia è una storia del passato, chiusa in un altrove non ben definito. Ma si può essere così citrulli? A voi è mai successo? Spero proprio di no. Comq vi terrò aggiornati. Qui dall’Antartico è tutto, a voi la linea.