Shanmei

Month: June, 2016

Ancora un po’ di pazienza

13530779_10207999180912383_523509394_nAvevate perso ogni speranza, dite la verità? E invece ecco in anteprima la nuova copertina del terzo volume. Carina vero? Non l’ho fatta io quindi lo posso dire. Ora quello che manca è l’ebook. Pasticcerò un po’ per caricarlo, ma appena pronto via nella pazza folla. Ringrazio i miei primi lettori per la pazienza, e per il fatto che passino su al fatto che la forma non sia perfetta. Mi segnalano dei refusi, che saranno corretti. Anche i sommari non so ancora farli alla perfezione. Ma sto studiando. Migliorerò promesso. Lavorerò sodo, non rasenterò la perfezione (almeno formale), ma ci proverò. I primi guadagni mi serviranno per le cover, per le correzioni bozze, per l’editing, per dare una veste professionale alle mie creazioni artistiche. Fare tutto da soli non è possibile, e se lo si fa lo si fa male. Ma sbagliando si impara, quindi coraggio. Spero almeno che vi divertirete, io mi sto divertendo.

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Work in progress #3 Vol

lavoriDopo mille tentennamenti, (sì, no, questo va meglio, diamo a ogni volume un tema, no mettiamoli in ordine cronologico, e così via dicendo), ho scelto finalmente i racconti del secondo volume: Vecchi tempi, Aspirapolvere Hoover, Golden days, Ava Diva e Watakushi. Tutti belli, per lo me a me piacciono, forse sono i miei preferiti, insomma non un riempitivo per allungare il brodo. Quelli che giudico non sufficientemente belli li metterò da parte, o ci lavorerò in seguitò o li farò sparire tra i file dimenticati. Questi sono brevi, come è nel mio stile, ma hanno una trama, se vogliamo una morale, un senso. Solo  Aspirapolvere Hoover era nato per essere un romanzo, ma poi non sono mai più riuscita a ricreare quello stile, per cui ho lasciato l’ inizio, e tagliato un racconto.  Ora sono grezzi, devo ancora limarli un po’, mettergli il vestito della festa per presentarli in società. Cercherò anche un editor che magari vede errori logici o sfarfallamenti di stile che non riesco a vedere. Buona lettura a tutti.

Habemus recensionem! #3

urlo-homerDue nuove recensioni! Mi chiedevo come farò quando saranno centinaia. Scherzo, scherzo, penso non lo saranno mai. Comq ogni commento dei lettori è prezioso, e io lo festeggio con questi post un po’ naif. Allora abbiamo un commento al secondo volume di racconti e uno al racconto Il castello di sabbia. Continuo a pensare che i miei lettori siano troppo buoni, ma è bello avere lettori così. Un giorno leggerò una recensione da una stellina da un lettore profondamente insoddisfatto, e in quel momento si parrà la mia nobilitate, ma promettò segnalerò anche quelle, nasco recensore e quindi do molto valore anche ai pareri negativi e alle stroncature. Non che le inviti o mi facciano piacere, ma sono le regole del gioco. Uno scrittore che non le accetta dovrebbe cambiare mestiere.

Otto racconti flash, si divorano in un quarto d’ora e soddisfano appieno, esattamente come nel primo volume. L’autrice scrive benissimo e in poche righe è in grado di lasciarti impresso sulla faccia un sorriso ebete, una smorfia di amarezza, un brivido lungo la schiena.

qui I Racconti di Shanmei #Vol2

Lo stile è secco e veloce, per niente pomposo, perfetto per questo numero di parole; il protagonista non è originalissimo (poliziotto vizioso dalla vita rovinata) ma in racconti del genere ci sta sempre bene. In conclusione un lavoro molto buono.

qui Il castello di sabbia

 

Gli pseudonimi sono maschere

mteatroantico3_maxGli pseudonimi sono maschere. Riflettevo su questo ieri sera viaggiando su Amazon. Molti pubblicano più che altro narrativa erotica sotto pseudonimo. Ma ci possono essere altri motivi. Volere tenere le carriere separate, per esempio. Ci sono ricercatori universitari con fior fiore di saggi all’attivo, che quando pubblicano anche solo narrativa usano uno pseudonimo. Alcuni non vogliono essere raggiunti, non vogliono nessun contatto coi lettori, vogliono tenere la vita lontana dall’ editoria e dalla letteratura. Pensiamo a Elena  Ferrante. Ma gli esempi illustri sono tanti. Penso per esempio a Salvatore Albert Lombino, nome che anche a me fino a poco tempo fa non avrebbe detto niente. E invece era Evan Hunter, e con lo pseudonimo di Ed Mcbain ha scritto opere felice che nessuno sapesse chi fosse. Una maschera dicevamo, una forma di polizza sulla propria libertà artistica e personale. Se si scrive narrativa scadente, biecamente commerciale, fatta per far cassetta, e anche i grandi l’hanno fatto, lo pseudonimo diventa una prigione. Ma lo sai chi è tal dei tali?  E quando questo piccolo segreto sfugge al controllo sono guai, vergogna e ignominia.  Alcuni sono fermamente contrari allo pseudonimo, lo vivono come una vera truffa ai danni del lettore, ancora di più quando il gioco diventa eccessivo e magari per scherzo ci si trova a recensire se stessi. Praticamente come scrivere stroncature farlocche ai libri dei concorrenti su Amazon. Sono cose che non vengono perdonate, che incidono molto negativamente sulla percezione che gli altri hanno di te. Come altri intendo i lettori. Al rispetto che hanno di te. Shanmei è il mio portafortuna. Con rapide ricerche in rete chi sono lo si scopre. Se voglio separare la mia vita da ciò che scrivo mi toccherà cercarmene degli altri. Ma anche lì un buon segugio fa infretta a sgamarti. Se appunto lo usi per loschi fini può essere triste. Meditate gente.

Oggi sono molto felice!

shanmei2Oggi sono molto felice! Ho trovato in rete un post che dice cose molto lusinghiere sul II volume dei miei racconti. Davvero una sopresa inaspettata di una lettrice (che è anche scrittrice) che ha trovato del tempo per parlare dei miei racconti in modo approfondito, con un lungo articolo. Non mi sto sbrodolando, ma non me l’aspettavo per cui sono ancora più felice. Al tempo sì su Splinder avevo molti (va facciamo alcuni) lettori, e ricevevo anche pareri lusinghieri, ma ora avendo fatto un piccolo ma deciso passo avanti, avendo provveduto a far fare un leggero editing (ho disatteso molti consigli di quel santuomo del mio editor, devo confessarlo, anche Gordon Lish avrebbe avuto vita dura con me), avendoli messi a pagamento su Amazon (certo a prezzi accessibili a tutti, ma son sempre soldi) beh pensavo che sarebbe stato se non difficile diverso. Lo confesso non ho ancora moltissimi lettori, ma spero che un giorno cresceranno, e anche i pareri critici sono i benvenuti. Se ho intrapreso questa strada devo ringraziare due insospettabili, loro davvero veri scrittori, (non come me che infondo resto e sono un umile blogger), Sergio Altieri e Gianpaolo Zarini, quest’ultimo davvero prezioso, quando Splinder chiuse lui salvò tutti i racconti lì pubblicati e me li spedì, permettendomi di conservarli. Non è necessario dire che senza di lui sarebbero andati tutti perduti. E oggi Kara Lafayette mi ha fatto davvero pensare che non è stato tutto inutile. Per nuovi aneddoti, alla prossima.

:: Partenopei si nasce, e io, fortunosamente, lo nacqui

Toto_1Mi chiamo Salvatore Gargiulo, e modestamente nel rione Sanità a Napoli sono un istituzione. Siisssignore! Svolgo un’ attività utilissima e nel mio migliore italiano posso affermare che senza di me la società perderebbe un pilastro.
Diciamolo subito sono un falsario. O ’vero! Falsifico tutto, ma proprio tutto, firme, carte di credito, libri contabili, sempre lavori d’artista. Un “bijouy”.
Beh dato che sono simpatico e sono simpatico, fidatevi, ho molti amici, sia trai seri professionisti come me che tra gente comune, scippatori, borseggiatori, mendicanti e pure qualche onesto disoccupato. Si, Salvatore Gargiulo è una gran brava persona!
Ma veniamo al dunque. Dato che parlo, e mi piace chiacchierare con la gente, capitò che narrai fatti divertenti legati alla mia professionalità e un serio scrittore, di quelli veri che vengono intervistati nei “talke et schou”   alla Ti e Vi , beh prese spunto da essi e tirò fuori un libro. Beh così feci io e non l’avessi mai fatto. Oh anima! Mi trovai immantinentemente davanti a oh giudice con l’accusa di plagio. Io , un falsario, accusato di plagio ma cose da pazzi!
Non faccio il nome del signor scrittore, per scorrettezza, e onestamente avendo letto le due parti in causa devo dire che a parte il fatto che la sua parte era scritta bene e la mia no, non ci vedevo niente di simile. Tenni per me prudentemente la valutazione e tiriamo innanzi.
Lo giudice che ci toccò in sorte a dire il vero era un u ’ poco stordito ma vuoi la soggezione con un personaggio illustre , vuoi me che sono un’ antica conoscenza, l’aria era decisamente pesante.
Signor giudice ho dieci figli, di cui chi sia il padre non lo so ma vogliamo farne una colpa a quelle povere creature, a presente “O tuono e marzo” non mi rovini. Chillo la è uno scrittore famoso, tiene soldi a palate, io sono un povero lavoratore onesto e integerrimo. E poi ho pubblicato per sbaglio, sono un incompetente, e un u ’ poco ignorante, pure. Ho proseguito a lungo ma niente alla fine ho dovuto pagare una multa e vedere il mio rivale tutto tronfio e sorridente che se ne andava coi soldi miei. E’ veramente il colmo. O ’vero! Adesso manca solo che la buon anima di Totò mi faccia causa per il titolo. Ma io ho messo, f-o-r-t-u-n-o-s-a-m-e-n-t-e, questa volta. E lo frego.