I desideri non si dovrebbero raccontare

by Giulia

Melody_h

I desideri non si dovrebbero raccontare. Un po’ come quando da bambini dovete spegnere le candeline della torta di compleanno e vi dicono esprimi un desiderio. Dirlo, non lo farà avverare. Almeno così la leggenda “metropolitana” narra. Ma ciò che ho in mente non è esattamente un desiderio, è più un progetto. Sconsiderato quanto volete, ma sempre un progetto. Prendere un mio vecchio romanzo, ultimato. Una cosa di 70 capitoli e pussa, scritto una quindicina di anni fa. Quando internet non c’era, o meglio io non avevo il computer e scrivevo tutto a mano, su fogli ingialliti con una bic blu. Quando scrivevo nella convinzione che mai avrei pubblicato, e l’autopubblicazione non c’era. Prendere i primi due capitoli e farli tradurre in inglese. Da uno bravo. E mandarli in lettura a un selezionato gruppo di editori americani specializzati in pulp. Direte voi: non ti calcoleranno neanche, specie senza un agente. E’ molto probabile, molti editori lo scrivono tranquillamente nelle info per le submission: senza agente gira al largo, dilettante. Non che di principio sia contraria agli agenti, semplicemente non ho ancora trovato quello giusto per me. Magari in futuro, chissà. Il romanzo in questione è L’estate non è una stagione felice, un hardbolied vintage anni ’50. Credo la mia storia migliore, per lo meno quella che piace più a me. Se interessa lo farò tradurre tramite crowdfunding, e se il crowdfunding funiziona, chissà. Dai anche solo provarci sarà divertente. C’è un sacco di lavoro davanti, e non dite che scrivere non è faticolso. Ci vuole un allenamento da pesista, altroché. Vi terrò informati, comq. :: Shan.

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