A proposito di Poodle Springs Story

by Giulia

Raymond Chandler morì di polmonite a La Jolla, il 26 marzo del 1959. Stava lavorando a Poodle Springs Story, ottavo romanzo della saga di Philippe Marlowe, che rimase incompiuto. Ne restano per l’esattezza quattro capitoli in cui fa compiere al suo investigatore qualcosa di decisamente inaudito: lo fa sposare a Linda Loring. E lo fa trasferire a Poodle Springs (noto era il fatto che Palm Springs fosse la città dei barboncini). Il romanzo fu completato nel 1989 da Robert B. Parker con soluzioni narrative decisamente diverse dalle mie. Nei primi quattro capitoli scritti da Chandler, Marlowe fa in tempo a visitare la casa in cui abiteranno, mostrare la sua licenza di investigatore (non ostante il matrimonio con Linda ha intenzione di continuare a fare il suo lavoro) alla polizia del luogo, far visita a un agente immobiliare per trovare un nuovo ufficio, e incontrare Manny Lipshultz, proprietario dell’ Agony Club. Avevo pochi punti di riferimento, decisa a non seguire le orme di Robert B. Parker. Per prima cosa ero decisa a mettere bene in chiaro che sebbene diventava il genero di Harlan Potter, avrebbe continuato la sua vita schiva e se possibile un po’ spartana. Sposare una miliardaria non era per lui un punto di svolta. Non sarebbe in sostanza cambiato nulla. Ciò comunque implicava qualche attrito con la sua dolce metà, e su questo avrei puntato per dare profondità al personaggio. Un altro punto su cui ho riflettuto fu se farlo morire o meno. Mi sembrava in un certo senso giusto che Chandler morisse con il suo personaggio, anche se essendo narrato in prima persona non potevo certo fare granchè. Ho preferito fargli prendere un aereo. Quello che so di certo è che non tornerò più su questo personaggio, già averci provato è una cosa piuttosto bizzarra. Shan::

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